«BIG LOVE - Simply Red» la recensione di Rockol

Simply Red - BIG LOVE - la recensione

Recensione del 05 giu 2015 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

E’ l’inevitabile legge del pop e del rock: si annuncia un addio alle scene, un ultimo album, un tour finale. Passa qualche anno, ed ecco il ritorno.
Ci cascano quasi tutti. Ed è la storia dei Simply Red: un ultimo disco, nel 2007, “Stay”. Poi, con Mick Hucknall già solista (un album nel 2008), un tour d’addio nel 2010, con un concerto finale alla O2 Arena di Londra.
Ora, la reunion: un tour iniziato nel 2014 (da noi arriverà il prossimo autunno, a novembre), e questo album di inediti, “Big Love”.

In questo caso, bisognerebbe dire che Mick Hucknall si è riunito con se stesso. I Simply Red, più che una band, sono un brand di proprietà del cantante, che come sempre compare da solo in copertina. Sul palco e in studio si è circondato dei musicisti dell’ultima incarnazione del gruppo (Ian Kirkham al sax, Steve Lewinson al basso, Kenji Suuki alla chitarra, Kevin Robinson ai fiati, Dave Clayton alle tastiere più il nuovo batterista Ronnie Roth). Ma se di brand si tratta, poco importa la formazione, quello che conta è la riconoscibilità del marchio sonoro di fabbrica.
E nelle 12 canzoni c’è tutto quello che vi potete aspettare da questo nome: “Blue eyed soul” in salsa pop, una grande voce, canzoni dritte e retrò.



Il singolo “Shine on” e “Tight on” rappresentano il lato un po’ più movimentato (piacevoli, ma senza la grinta degli esordi), la title track quello più pacato, con echi e arrangiamenti alla Bacharach (e una chitarra che ricorda “Gold” degli Spandau Ballet), “Daydraming” ha un attacco da Unlimited Love Orchestra, e così via.
“Big love” è un trionfo di arrangiamenti levigati, archi e chitarrine funky-soul, una sorta di bigino della musica nera rivisitata da un bianco: “Blue eyed soul”, appunto.
E’ un album senza infamia e senza lode, questo ritorno: prodotto bene, ma a tratti troppo patinato. Cantato come sempre benissimo - è voce di Hucknall che tiene in piedi tutto - ma senza nessun gran guizzo di scrittura o arrangiamento. Nulla di più e nulla di meno.
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