DOMANI E' UN ALTRO FILM (SECONDA PARTE)

Baraonda (CD)

Voto Rockol: 3.0 / 5

di Mattia Marzi

Per molti, la carriera dei Dear Jack ha ufficialmente inizio nel maggio del 2014, quando la band di Tarquinia (un comune della provincia di Viterbo, distante circa 90 chilometri dal centro di Roma) conquista il secondo posto nella tredicesima edizione del talent show "Amici" di Maria De Filippi e pubblica l'album "Domani è un altro film (Prima parte)" (che si è piazzato al sesto posto nella classifica dei dischi più venduti in Italia nel corso del 2014); in pochi, però, sanno che la storia del "progetto Dear Jack" ha inizio ufficialmente tre anni fa, nel 2012, quando l'incontro tra il chitarrista Francesco Pierozzi e il cantante Alessio Bernabei portò alla pubblicazione di un paio di singoli ("Realized" e "You gotta leave right away") dalle sonorità pop-punk, emo-pop, condite da sprazzi di metal. Negli scorsi mesi Alessio Bernabei e soci erano soliti paragonarsi agli One Direction. Nelle ultime settimane i Dear Jack, proprio ricordandosi le loro origini, hanno preferito accostare il loro nome a quello di mostri sacri del rock quali i Beatles (e si sono fatti fotografare mentre attraversano le strisce pedonali, proprio come il quartetto di Liverpool sulla copertina di "Abbey Road"), i Queen e anche ai Red Hot Chili Peppers: la cover proposta a Sanremo, "Io che amo solo te", è stata rivisitata come un omaggio dichiarato a Freddie Mercury e soci.
Premesse interessanti, queste, che sorprendono e che fanno ben sperare dall'ascolto del secondo album da studio della band.

"Domani è un altro film (Seconda parte)" è da considerarsi, come lo stesso titolo lascia intuire, la naturale prosecuzione del precedente album di Alessio Bernabei & Co. ed è stato inciso con gli stessi produttori di quest'ultimo, Francesco "Kekko" Silvestre e Diego Calvetti; nel disco figurano un totale di diciassette brani, tra cui "Il mondo esplode (Tranne noi)", la canzone che i Dear Jack hanno portato in gara tra i "big" al Festival di Sanremo 2015, e la cover prima menzionata.
Pronosticata da tempo, la partecipazione del gruppo al Festival è stata ufficializzata solamente con l'annuncio del conduttore e direttore artistico della 65esima edizione del Festival di Sanremo, Carlo Conti, lo scorso 14 dicembre; sulla carta, nei giorni precedenti alla messa in moto della grande macchina di Sanremo, i Dear Jack erano tra i favoriti. Nella classifica finale la band si è piazzata al settimo posto; colpa dello 0% di voti - e dico 0% di voti - ricevuti (o meglio, non ricevuti) dalla giuria di esperti, o non ha funzionato qualcosa?
Probabilmente i Dear Jack hanno commesso un errore a puntare su "Il mondo esplode (Tranne noi)" come brano da presentare sul palco dell'Ariston: una canzone dall'alto potenziale radiofonico, ma che ha fatto correre ai Dear Jack il rischio di apparire un po' gigioni, troppo pop-ammiccanti. Avrebbero potuto scegliere meglio? Sicuramente, la partecipazione a Sanremo di Alessio Bernabei & Co. è, soprattutto in casi come questi, l'occasione giusta per farsi conoscere da un pubblico vasto e diverso. Difficile dire se è stata sfruttata al meglio, anche se i dati dicono che questo album è stata la più alta entrata nella classifica di vendite post-sanremese, al 2° posto, dopo Tiziano Ferro.

Sia quel che sia, ciò che emerge dall'ascolto di "Domani è un altro film (Seconda parte)", è l'oscillare della band tra un'originalità che rimane ingiustamente nascosta, e una tendenza alle convenzioni e agli ammiccamenti al proprio pubblico, quello delle teenager. Le canzoni non sembrano raccontare storie, e quando lo fanno raccontano di amori adolescenziali, a partire dai titoli; qualche esempio: "Ciao come stai" ("Ma su questo letto che già vuole te, ormai/E se tutto passa dimmi che non passerai/Ciao come stai, perché ogni volto è uguale a te/La città è noi e non cambio mai/Potrei ma se guardi gli occhi miei/Tu sei, tu sei lì", canta Alessietto tra la prima strofa del brano e il ritornello), "Eterna" ("Vorrei liberare ogni battito che esplode/Per farti sentire quanto è dolce il suono del rumore/Quando sfoghi le tue voglie sono su di me/E giuri che sarà così per sempre": una reminescenza dei Modà?), "Uno sbaglio insieme" ("Sono perfetto a sbagliare/So come uccide l'amore, ma non mi fa paura/Ci sei tu che mi fai bene e me ne frego davvero/Con te mi gioco tutto, coi tuoi occhi mi fai male/Con le mani mi fai bene"). Musicalmente parlando dominano brani dalle sonorità marcatamente pop/rock, sul modello di "Domani è un altro film", "Ricomincio da me" e "La pioggia è uno stato d'animo", i singoli contenuti all'interno del precedente album dei Dear Jack. In altre parole viene qui riproposta la formula vincente che ha permesso al gruppo di riscuotere ampi successi di pubblico negli scorsi mesi, senza un'evoluzione. E per qualcosa di interessante o quantomeno originale, c'è poco spazio: "L'amore è il mio destino" si apre con dei coretti anthem che introducono sì un clima musicale pop/rock ma sporcato di elettronica; "Le strade del mio tempo" è la prova migliore del disco, una ballad che si muove tra il classico, l'organico e la sperimentazione, con sonorità elettroniche che si ritrovano a convivere con gli archi in sottofondo (peccato, sarebbe stata perfetta per Sanremo - e magari con questa canzone l'avrebbero pure vinto il Festival di Sanremo, i Dear Jack); la cover di "Io che amo solo te", infine, convince e sorprende: i Dear Jack hanno preso uno dei brani più reinterpretati della storia della musica italiana e sono stati bravi a riproporlo in maniera originale, discostandosi da tutte le versioni - molto simili tra loro - proposte nel corso degli anni (e tra una schitarrata e l'altra pare nascondersi pure una citazione del "Nessun dorma", dalla "Turandot" di Giacomo Puccini - fateci caso).

"Domani è un altro film (Seconda parte)" è il disco che rappresenta bene quelli che sono i Dear Jack oggi, una band forse un po' troppo allineata agli standard pop-rock, ma che sa anche emanciparsi e ritagliarsi propri spazi di originalità e eccentricità. Una band che sceglie più facilmente la prima strada e che quindi musicalmente non è ancora del tutto matura.