«SCHIENA - Emma Marrone» la recensione di Rockol

Emma Marrone - SCHIENA - la recensione

Recensione del 12 apr 2013 a cura di Paola De Simone

La recensione

Giusto o sbagliato che sia, a certi cantanti si tende a non perdonare l’orgoglio e la provenienza artistica. Non è certamente questo il luogo per disquisire sul tema - e la mia posizione al riguardo è nota, peraltro - ma la premessa serve a dire che la diversità, anche la più accentuata, talvolta impone un confronto. E così eccoci a scrivere di “Schiena”, il nuovo disco della (quasi) 29enne Emma.
Di questi stessi cantanti, forse, sarebbe più facile scrivere male che bene. Ma mettetevi (mettiamoci) il cuore in pace. “Schiena” è un disco sincero, ordinato, onestamente pop e sufficientemente ruffiano. Gioca su melodie orecchiabili, di quelle che hanno la struttura del tormentone, ma senza essere piene di niente. La prima canzone a convincermi che forse un ascolto senza pregiudizi Emma lo meritava è stata “Dimentico tutto”, terza traccia, a firma Nesli e Niccolò Bolchi. Una canzone di duro realismo in cui Emma trova spazio per la sua storia, il suo coraggio e la sua voce rock, al servizio di un testo ben scritto (“il tramonto lo guarderai come fosse l’ultimo al mondo/è negli occhi che rimarrai come fossi l’unica al mondo”). Altra canzone da non sottovalutare è “1 2 3”, scritta dal siciliano Daniele Magro, già incrociato con interesse per le vie di X Factor. Un tango che somiglia alla parte migliore di Emma, quella che cerca di sviluppare il suo profilo più riflessivo a dispetto di un’istintività caratteriale e, inevitabilmente, artistica. Daniele Magro firma anche altre due canzoni, più pop, ma non meno piacenti: “L’amore non mi basta” e “Trattengo il fiato”, peccato solo che questa seconda risulti a tratti già sentita (mettete nel lettore “Home” di Michael Bublé e diteci che non è vero).



Dunque Nesli e Daniele Magro, ma non è tutto. Emma ha chiamato a rapporto anche Fabrizio Moro, che per lei ha scritto la sorvolabile “La mia felicità”; Niccolò Agliardi, è sua la sofferta “Se rinasci”, e Alessandro Raina, voce e chitarra degli Amor Fou - band che voci di corridoio collocano ormai tra i ricordi – che nei panni d’autore sta seminando canzoni allettanti (per esempio “Tre cose” di Malika Ayane). Non è questo il caso, però, perché la sua “In ogni angolo di me”, co-firmata con la stessa Emma e Dario Faini, non passa inosservata solo perché ci fa intavolare un parallelo con Gianna Nannini, visto che Emma qui sembra averla ingoiata. E tra gli altri e tanti autori – anche sconosciuti - si cela pure il nome della stessa cantante salentina che ha interamente composto la sua prima canzone: “Amami”, scelta come singolo di lancio, e che ci fa sperare in un ripensamento. Perché se come interprete Emma è davvero interessante e credibile, come autrice è capace di risvegliare la nostra parte più intransigente. Chiudiamo citando il produttore artistico e polistrumentista Brando, che deve aver fatto davvero un ottimo lavoro se ha reso Emma apprezzabile anche da orecchie ostili.
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