«THE WHOLE LOVE - Wilco» la recensione di Rockol

Wilco - THE WHOLE LOVE - la recensione

Recensione del 26 set 2011 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

L’inizio e la fine di un’opera, di un testo: sono una delle ossessioni di chi scrive libri e atticoli, di chi gira film e serie TV. E sono ciò che può rendere il tutto (ancora) più grande.
Sono anche l'ossessione ovviamente di chi fa musica. L’incipit, l’attacco, la “chiusa”, l’ultima frase e l’ultima scena, la prima e l’ultima canzone di un album.
“The whole love”, in questa categoria, è un capolavoro. Il nuovo disco deiWilco inizia con “The art of almost”. Rumori, ritmo, chitarre, elettronica, melodia per 7 minuti di uno dei brani più sperimentali della band di Jeff Tweedy. Sembrano quasi i Radiohead migliori, ma sarebbe ingeneroso limitarsi a questo paragone perché i Wilco sperimentano con le canzoni, da tempo non sospetto (le code di “Via Chicago”, le cavalcate di “Spiders/Kidsmoke”: la lista è lunga...). Un capolavoro.
Mai quanto la chiusura dell'album: “One sunday morning”, che al contrario è placidissima: 12 minuti basati su un solo, unico arpeggio, un melodia soffusa e commovente che sembra durare 2 minuti e che potrebbe non finire mai. Un altro colpo di genio.
In mezzo c’è il “solito” disco dei Wilco. Che detto così sembra una brutta cosa, ma non lo è: c’è il pop-rock di “I Might” e “It dawned on me”, altre ballate acustiche come “Black moon” e “Open mind”, canzoni costruite sui quei giri di chitarra che chi conosce la band ama, come “Born alone” e “Whole love”, persino le atmosfere retrò, quasi jazzate di “Capitol city”.
Cosa fa la differenza, ancora una volta? La cura del suono, la profondità del modo in cui i Wilco arrangiano le canzoni, stratificandole con dettagli e sfumature. Ma senza mai soffocarle, senza mai perdere di vista l’obbiettivo finale che è la canzone stessa. Un gioco che così bene, in America riesce solo a loro e a pochi altri, sia nei pezzi “dritti” che in quelli sperimentali. Merito di Tweedy, merito di Nels Cline, uno dei migliori chitarristi in circolazione attualmente, che da quando è arrivato un paio di album fa ha fatto fare un salto in avanti alla band. Cline è migliore quando mette le sue abilità al servizio di un suono come questo, piuttosto di quando fa il solista iper-sperimentale (come con i Nels Cline Singers).
Alla fine “The whole love”, nella sostanza, non è molto diverso da ”Wilco (The Album)” e probabilmente non arriva né ai livelli di ”Sky blue sky” (ovvero l’apice dei Wilco “diretti”) né a quelli di “Yankee hotel foxtrot” (l’apice dei Wilco sperimentatori). Se volessimo fare i pignoli, avrebbero potuto osare un po’ di più: ve lo immaginate un disco tutto come “The art of almost”? Avrebbe allontanato dai Wilco la nomea tutta americana di “campioni del dad-rock”, del rock da padri di famiglia, e avrebbe allontanato qualche ascoltatore...
Ma questi sono i desideri del sottoscritto. Perché la verità è che “The whole love” va benissimo così com’è. E’ un gioiello vero, dimostra lo stato di grazia di una band che attualmente è la miglior interprete del rock americano classico. Perché interpretare significa rileggere un suono, ma anche reinventarlo: ed è quello che fanno i Wilco, da sempre, e che fanno benissimo anche in “The whole love”.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.