«TASSILI - Tinariwen» la recensione di Rockol

Tinariwen - TASSILI - la recensione

Recensione del 09 set 2011

La recensione

C’è chi dice che il loro sia forse il miglior guitar-rock in circolazione. Loro sono i Tinariwen, e a sostenere questa tesi è la NPR, la radio nazionale americana, che è una delle voci più autorevoli quando si parla di musica e che da tempo non sospetto segue e parla di questo gruppi di musicisti tuareg provenienti dalle regioni sudsahariane del Mali.
Fa un po’ effetto, a noi euro-americo-centrici, abituati a pensare che le chitarre siano roba nostra e che nessuno le sappia usare meglio di noi. E, chiaramente, non è necessariamente così: i Tinariwen lo avevano dimostrato soprattutto con il disco della loro esplosione internazionale, “Aman Iman”, del 2007, che aveva procurato lodi, esposizione, concerti. Il disco successivo, “Imidiwan: Companions” (2009), era passato un poco sotto silenzio, ma così non accadrà con questo nuovo lavoro, intitolato "Tassili".
Quelli della NPR hanno ragione. Anche se questo disco è bello, bellissimo, ma meno elettrico di “Aman iman”, più giocato sulle chitarre acustiche. Insomma guitar-rock, ma non in senso stretto. E vi sorprenderà comunque, se non avete mai ascoltato la band: psichedelico, familiare eppure diverso da qualsiasi altra cosa abbiate mai ascoltato. Ipnotico, con quegli intrecci meravigliosi tra arpeggi e ritmi, con quelle voci cantilenanti.
La novità del disco non è solo quella, anzi: la band ha chiamato diversi ospiti della “nostra” tradizione. Ci sono Nels Cline (chitarrista dei Wilco), ci sono la Dirty Dozen Brass Band, ci sono i TV On The Radio. Ognuno impreziosisce con il suo tocco le melodie e le strutture già pressoché perfette di queste canzoni, senza snaturare quella che è l'identità del gruppo. I fiati della Dirty Dozen Brass Band su "Ya Messinagh" sono un tappeto sonoro che completa il brano, così come le voci in inglese dei TV On The Radio rendono ancora più bella “Tenere Taqqim Tossam“.
Non ne avevano bisogno, i Tinariwen. Ma perché no? “Tassili” è un disco memorabile, un piccolo grande gioiello simile, diverso e complementare ad “Aman Iman”. Una delle migliori cose uscite in questa fine di estate ricca di uscite: correte ad ascoltarlo, lasciatevi trasportare dalla musica, dai suoni e dall’immaginazione. E poi, se non li conoscete, correte ad ascoltarvi anche i dischi passati, e vi si aprirà un mondo, di chitarre e non solo.

(Gianni Sibilla)

“Imidiwan ma tenman”
“Assuf dalwa”
“Tenere taqqim tossam”
“Ya messinagh”
“Walla illa”
“Tameyawt”
“Imidiwan win Sahara”
“Tamiditin”
“Tan Ufrawan”
“Tilliden osamnat”
“Djeredjere”
“Isswegh attay”
“Takest tamidaret”
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