«NINE TYPES OF LIGHT - Tv On The Radio» la recensione di Rockol

Tv On The Radio - NINE TYPES OF LIGHT - la recensione

Recensione del 11 apr 2011 a cura di Ercole Gentile

La recensione

I Tv On The Radio hanno avuto nella loro carriera un percorso lineare. Sono partiti in sordina in quel di Brooklyn con il demo album “Ok Calculator”, poi con il primo lavoro ufficiale “Desperate youth, blood thirsty babes”, pubblicato per Touch and Go, hanno conquistato una buona fetta di visibilità nel mondo alternativo. La voce gira e per il successivo “Return to Cookie Mountain” firmano per una delle più importanti etichette indie come 4AD, conquistando sempre più consensi. Siamo al 2008, il nuovo album “Dear science” è co-prodotto anche da Interscope (gruppo Universal), di nuovo ottimi risultati ed alcuni membri della band come Tunde Adebimpe e David Sitek, sempre più richiesti per collaborazioni e produzioni. Insomma, il muro è sfondato e la band comincia a prendersi le meritate soddisfazioni, consapevole del proprio percorso fatto di sudore e di gradini superati uno alla volta, senza quindi il rischio di montarsi la testa.
In questi tre anni trascorsi dal precedente disco, molti membri si sono dedicati, appunto, ad altro: Sitek ha prodotto diversi dischi e realizzato il suo progetto solista Maximum Balloon; Kyp Malone ha anch'egli dato vita ad un side-project a nome Rain Machine; infine Tunde Adebimpe ha debuttato come attore e partecipato a diverse collaborazioni (Massive Attack su tutti). Ora ecco “Nine types of light”, prodotto dalla sola Interscope (un altro gradino più in alto), un album annunciato solo un paio di mesi fa, quasi a sorpresa. Se già “Dear science” fu un lavoro vario, questo nuovo disco lo è ancora di più, anche se i brani sono comunque legati dal comune denominatore dell'amore e derivati, sul quale sono incentrati la maggior parte dei testi.
“Second song” (che in realtà è la prima) è un brano in un certo senso “ammiccante”, ma riuscitissimo: inizio in sordina ed esplosione in un irresistibile ritornello funkeggiante e colorato (“Every lover on a mission, shift your known position”). Ad averne. “Keep your heart” è forse uno degli episodi migliori dell’album, un incrocio tra atmosfere malinconiche, quasi new-wave, ritmi cangianti ed un testo dolcissimo (“With the world all falling apart/ I'm gonna keep your heart”), mentre “You” risulta forse un pizzico troppo “piaciona”, a differenza della canzone d'apertura, a causa di un synth anni Ottanta molto presente.
Con “Future shock” i ritmi si fanno più tirati e veloci, i fiati si fanno sentire, con la calda voce di Tunde a prendersi la scena, mentre “Killer crane” sono sei minuti in bilico tra organi malinconici, voci quasi gospel e finale acustico. Il singolo “Will do” è invece deciso ed elettronico, ma allo stesso tempo pop al punto giusto (“any time will do, my love/any time will do, the choicest words will take me back to you”), mentre “New cannonball blues” è più orientata verso atmosfere electro-soul. Ci si avvia verso la conclusione con un altro degli episodi migliori del lotto, ovvero quella “Repetition” ballabile ed elettronica, dal tiro irresistibile e folgorante; segue la cupa “Forgotten” e chiude “Caffeinated consciuosness” che ricorda, soprattutto nella prima parte, il rap-rock dei primi Beastie Boys.
Insomma, “Nine types of light” è un'altra conferma del grande talento dei TVOTR, un disco eterogeneo, tinto di nero nella musica black, ma anche nella new-wave, nel funk, nel pop e nell'elettronica. Il tutto con una classe ed uno stile che oggi in pochi posseggono. Quattro album, quattro ottimi dischi. Chapeau.

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