«EUPHORIC HEARTBREAK - Glasvegas» la recensione di Rockol

Glasvegas - EUPHORIC HEARTBREAK - la recensione

Recensione del 11 apr 2011

La recensione

Grandissime aspettative sul nuovo disco dei Glasvegas, già dal titolo. E' inevitabile, dato il clamore dell'album di debutto, eponimo, del 2008, trainato dal singolo "Daddy's gone", che ha subito creato grande attenzione attorno alla band di Glasgow. “Euphoric /// Heartbreak \\\” contiene undici tracce definibili "di rinascita", scritte da James Allan, leader della band, dopo il periodo "nero", che lo ha visto protagonista di un'overdose quasi letale. Un 2009 su cui riflettere ed un 2010 in cui darsi da fare per rimettere insieme i cocci, tornare in carreggiata e cercare un nuovo batterista.
Gettati via i vizi, e coltivate le virtù sulla sabbia dorata di Los Angeles, è nato un disco che ha un'energia ed una positività inaspettati, visto i lavori ai quali i Glasvegas avevano abituato il nostro orecchio fino a qualche tempo fa. "Tutti abbiamo una luce dentro di noi che brilla in contesti differenti: può venir fuor quando sei con una persona, quando suoni da solo o davanti a migliaia di persone. Tutti viviamo delle situazioni in cui siamo capaci di brillare di una luce intensissima", afferma Allan in un'intervista a Rockol. E' proprio questa aura il "fil rouge" dell'album. La tracklist si apre con "Pain pain, never again”, una filastrocca scacciapensieri, quasi scaramantica, un mantra che scaccia via il dolore, un esorcismo verso il passato che ha colpito la band. Il brano che avvia le danze è "The world is yours”, subito potente, tantissima chitarra, suoni distorti ed allure anni '80, quasi alla Depeche Mode... In realtà Allan, ultimamente, sembra ricalcare il look del divino Gahan dei primi tempi: capelli indietro, maglietta con maniche arrotolate, skinny jeans ed ironia pungente. La batteria, in questo brano, è davvero ritmica, grazie a Jonna, nuovo acquisto, dalla Svezia con furore. Si prosegue con "You": aumenta la potenza, un testo che ti scava dentro ed una voglia di rinascere che si sente davvero a mille. Una canzone d'amore che sa fare il suo lavoro, come poche. Arriva "Shine like stars", scritta da James pensando alla sublime Marilyn Monroe, che fa capolino dalla copertina del disco. Un brano che racchiude tutta la voglia di positività che la band ha riversato in questo album. Euforia, tantissima, e ritmo sempre incalzante, che non perde un giro di chitarra nè una nota di basso. Moltissimo synth, il richiamo a gruppi glam electro contemporanei come i Killers. è davvero inevitabile. E il tocco di Flood, producer di questo lavoro, nonchè collaboratore dei sopracitati Depeche, si sente eccome. La prima ballad è "Whatever hurts you through the night", per nulla sdolcinata, trasmette il senso di protezione nei confronti della persona amata, senza voler essere invadenti o troppo presenti. "Stronger than dirt (Homosexuality, Pt. 2)" e "I feel wrong (Homosexuality, Pt. 1)" sono legate da un filo sottilissimo: l'omosessualità. Allan ha dichiarato di aver scritto il testo dei due brani dopo aver ascoltato una conversazione tra due amanti dello stesso sesso. Queste due tracce vogliono essere una riflessione su come l'amore sia puro, nei sentimenti, e come possa apparire deviato, sporco ed inutile agli occhi di chi, prima di giudicare, dovrebbe sapere. "Dream dream dreaming" è sulla scia delle tracce precedenti, sonorità molto vicina alle prime canzoni, un continuum equilibrato, che prosegue con "Euphoria, take my hand", in cui l'estasi dell'euforia pervade tutto il brano, quasi una personificazione di uno stato mentale e fisico davvero fortissimo. Il disco dei Glasvegas si chiude con "Lots somethimes", riflessivo a tratti malinconico, e "Changes". ultimo pezzo che rimarca il grande cambiamento, cercato e voluto da Allan, una lettera d'amore nei confronti della madre, che in questi anni difficili lo ha aiutato molto, con la promessa di non gettare via i passi avanti fatti ma di coltivarli, fino a renderli stabili. “Euphoric /// Heartbreak \\\” è di certo un disco omogeneo, forse non troppo vario nelle sonorità, ma si lascia ascoltare piacevolmente. Come l'araba fenice, anche James Allan è rinato dalle proprie ceneri. E si sente.

(Rossella Romano).

TRCKLIST 'Pain pain, never again'
'The World Is Yours'
'You'
'Shine Like stars'
'Whatever hurts you through the night'
'Stronger than dirt (Homosexuality pt.2)'
'Dream dream dreaming'
'I feel wrong (Homosexuality pt.1)'
'Euphoria, take my hand'
'Lots sometimes'
'Change'
'The World is yours' 'You' 'Shine like stars' 'Whatever Hurts You Through The Night' 'Stronger Than Dirt (Homosexuality pt.2)' 'Dream Dream Dreaming' 'I Feel Wrong (Homosexuality pt.1)' 'Euphoria, Take My Hand' 'Lots Sometimes' 'Change'
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