«HEART - Elisa» la recensione di Rockol

Elisa - HEART - la recensione

Recensione del 18 nov 2009 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Non sembrano passati 5 anni dall’ultimo disco di inediti di Elisa, “Pearl days”. Forse perché questi anni sono stati quelli della consacrazione definitiva, grazie a concerti, raccolte, successo in patria e oltreoceano.
Vedere e parlarecon Elisa dà la misura di quanto sia cambiata in questo tempo. E non solo perché è diventata mamma da poco: è poprio maturata, è più spigliata e rilassata. Tutti cambiamenti che si sentono nella sua musica e in questo “Heart”, disco inciso durante la gravidanza, assieme al compagno, chitarrista e co-produttore Andrea Rigonat.
Non lasciatevi trarre in inganno dal (bellissimo) singolo “Ti vorrei sollevare”: Elisa non è passata definitivamente all’italiano, come questa canzone e i singoli degli ultimi anni potrebbero lasciar intendere. Nel disco c’è solo un altro brano nella nostra lingua, “Anche se non trovi le parole”. Ed è un peccato perché – parere personale – la sua voce rende al meglio quando usa la nostra lingua.
“Heart” vede invece Elisa cimentarsi nuovamente con l’inglese nelle altre 12 tracce, come in fondo ha sempre fatto. Solo che la maturità si vede dalla rilassatezza, dalla cura dei suoni, dallo spaziare dal rock alla ballata senza colpo ferire. Tutto fatto in casa, senza l’aiuto di produttori esterni (alla Glen Ballard, per intenderci). Anzi, “Heart” è un disco che isnsiste molto sulle chitarre, in brani come “This knot” e “Mad world”, cover dei Tears For Fears:lei scherzando ne dà la colpa ad Andrea, ma si vede che ora più che mai Elisa non vuole farsi ingabbiare in una lingua, in un genere, in un suono. Anche se poi i momenti più belli sono sempre quelli più semplici e classici, come la toccante “Forgiveness”, duetto con Antony Hegart di Antony and the Johnsons.
Quindi, alla fine, è inutile porsi il problema di che lingua usi, o di che genere frequenti. Ormai Elisa è Elisa, punto e basta. “Heart” ne è la conferma, anche coraggiosa: sarebbe bastato ripetere una formula, e invece ha scelto di andare avanti, lavorano e rielaborando ciò che ce l’aveva fatta notare fin dagli esordi.

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