«IF - Mario Biondi» la recensione di Rockol

Mario Biondi - IF - la recensione

Recensione del 17 nov 2009

La recensione

Serenità è la parola più adatta per definire “If” il secondo album di Mario Ranno in arte Biondi. Serenità è anche il titolo della prima canzone che si ascolta una volta inserito nel lettore il cd.
Serenità perché il soul jazz - comprendente l’intera tavolozza dei suoi umori e delle sue svariate e molteplici venature - che propone il cantante catanese da sempre meglio si accompagna al tepore di una bella giornata di sole piuttosto che all’uggia di un qualsiasi novembre. Serenità perché quando hai la certezza di avere formato un gruppo di lavoro ben amalgamato del quale ti fidi ciecamente tutto scivola via facile e semplice. Serenità è una condizione quasi inevitabile se un mostro sacro come Burt Bacharach ti regala una canzone che è seta pura come “Something that was beautiful”, se un navigatore di lungo corso avvezzo ai peggiori marosi quale Peppe Vessicchio ti affianca in cabina di regia, se “coverizzi” con rispetto e pudore l’imprescindibile “Winter in America” di Gil Scott Heron e “I know it’s over” già nota dalle nostre parti con il titolo di “E se domani” interpretata parecchi anni fa da Mina. Serenità perché hai avuto la fortuna, la caparbietà, il talento per riuscire a fare della tua più grande passione un lavoro collaborando negli anni con grandi artisti (uno per tutti, Ray Charles) e ricevendo tanti complimenti e amichevoli pacche sulle spalle ma rimanendo sempre dietro le quinte totalmente sconosciuto al grande pubblico. Serenità se pensi che devi molto del tuo successo a un certo Norman Jay, disc jockey della BBC, che, nel 2004, si è innamorato al primo ascolto della tua “This is what you are” che è poi piaciuta a tanti (ma veramente a tanti) e partendo da quella canzone hai avuto la possibilità di incidere nel 2006 il tuo primo album “Handful of soul”. Serenità perché non sei più un ragazzino, essendo nato nel 1971, e la maturità quasi sempre porta con sé la consapevolezza di saper riconoscere e non cacciare la fortuna quando sta bussando alla porta.
In definitiva la questione sta in questi termini: “If” parla di amore, di sogni, di rispetto, di gioia di vivere con un tappeto sonoro "quite seventies" ed ha tutte le credenziali per essere molto gradito e non deludere chi già apprezza e conosce il calore vocale di Mario Biondi. A quanti, invece, hanno pessimi rapporti con i suoni qui proposti e che trovassero i sessantacinque minuti e le quindici canzoni del cd troppo prolisse e ridondanti...male di nulla, per loro come per tutti...”when nothing more is clear...serenity is here!!!”.


(Paolo Panzeri)
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