«CAMPI DI POPCORN - Gianluca Grignani» la recensione di Rockol

Gianluca Grignani - CAMPI DI POPCORN - la recensione

Recensione del 04 feb 1998

La recensione

Si era molto parlato, nei mesi scorsi, di come sarebbe stato il terzo album di Gianluca Grignani, il successore del difficile ‘La fabbrica di plastica’ che aveva disciolto come neve al sole la stragrande maggioranza dei fans che avevano acquistato entusiasti "Destinazione Paradiso". Si era parlato di un album più acustico, che fosse un po’ un passo indietro da un lato e un passo avanti nell’altro (cioè verso una salda riconciliazione di Gianluca con il suo pubblico). L’atto terzo del giovane musicista monzese è invece un album che fa sì un compromesso, ma tra il Grignani di "La fabbrica di plastica" e quello del disco che verrà: nessuna concessione al passato (se non forse il capello nuovamente lungo, ma questo sono chiaramente stronzate rispetto al disco) e un nuovo album in cui la concezione sonora è ancora più ispirata e potente del suo predecessore. "Baby revolution" e "Mi piacerebbe sapere", rispettivamente primo e secondo singolo estratti dall’album, ne mettono in mostra in modo eccellente le due facce: energia, psichedelia e riff selvaggi da un lato, melodia e testi sognanti dall’altro Intendiamoci, non che questi due lati siano separati per canzoni: anzi "Campi di popcorn" vive di una sua omogeneità espressiva veramente encomiabile, e oggi più che mai diventa sempre più difficile ‘separare’ all’interno della musica di Grignani ciò che piace da ciò che lascia perplessi. Lo stile è ormai uno, originale, e lascia intravedere futuri scenari ancora più promettenti, quasi che Grignani abbia la capacità di mostrare in ogni album cosa riuscirà a fare in futuro. O meglio, cosa potrebbe fare. Non dimentichiamoci che pochi artisti hanno compiuto in tre dischi il percorso tracciato da questo giovane artista, in grado di metabolizzare e rielaborare Beatles, Battisti e Vasco Rossi con una semplicità (anche se magari solo apparente) che lascia stupiti. "Baby revolution", "Campi di popcorn", "La canzone", ma soprattutto "Dio privato", "Buongiorno guerra", "Little Man" e "Candy man" sono i brani di punta di un album eclettico come il suo autore, ma solido nelle sonorità e nelle scelte musicali. Quando anche il suono seguirà l’eclettismo della scrittura, rischieremo di trovarci di fronte ad un capolavoro.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.