«GREATEST HITS - Morrissey» la recensione di Rockol

Morrissey - GREATEST HITS - la recensione

Recensione del 21 mar 2008 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Il beneamato Morrissey ha trovato casa? Dopo essersi sistemato nella nostra Roma – dove ha registrato il suo ultimo disco di studio “Ringleaders of the tormentors” e dove si dice abbia trovato l'amore – Moz sembra essersi sistemato anche discograficamente, dopo anni di liti ed irrequietezza.
Ha firmato con la Decca, storico marchio del gruppo Universal, e questo potrebbe essere la fine di quel lungo periodo di transizione che l'ha visto rimanere fermo per molti anni, pubblicare un paio di dischi ma sempre in modo un po' instabile (litigò con la Sanctuary poco dopo l'uscita di “You are the quarry”, nel 2004).
Potrebbe, perché con il Nostro non si sa mai. Certo è che questa prima uscita lascia un po' interdetti: una raccolta con due inediti e un repertorio che unisce alcuni grandi canzoni a scelte discutibili, brani di repertorio tutto sommato secondari. Gli inediti, “All you need is me” e “That’s how people grow up”, sono entrambi nel solco della tradizione solista del nostro, che a sua volta è abbastanza nel solo di quella degli Smiths, un pop-rock lirico e letterario, tipicamente british.
Intendiamoci, Morrissey è un grande e le canzoni qua dentro sono tutte di ottimo livello. Ma manca qualcosa, compensato forse solo dal bonus CD dal vivo dell'edizione limitata (ma una delle ultime pubblicazioni del nostro era un live, uscito nel 2005).
L'altra cosa che evidenzia questa raccolta è che Moz nel tempo ha perso un po' di leggerezza: non vocale, quella non gliela leverà mai nessuno. Ma musicale: la perdita del compagno Johnny Marr,, lo ha visto abbandonare le atmosfere retrò ed eteree create dal chitarrista degli Smiths a favore di un suono più rock che non è male, ma insomma. Non è un caso che – salvo qualche eccezione – i brani più “leggeri” siano quelli della prima fase della carriera, tipo i capolavori “Suedehead” e “Everyday is like sunday”.
Considerazioni musicali a parte, questa è ne più ne meno che una raccolta che prepara il terreno al nuovo disco di studio che uscirà nell'autunno 2008, e che per certi versi ricorda quelle degli Smiths, maestri nel pubbblicare raccolte di brani sparsi della loro discografia (senza però avere la pretesa che fossero dei “Greatest hits”).

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