Recensioni / 01 gen 1998

Metallica - RELOAD - la recensione

RELOAD
Mercury UK (CD)
"Fuel" è pura potenza. Bello tutto, anche se indubbiamente occorre ascoltarla più d’una volta. "The memory remains" incede lenta e pasante come un dinosauro fatto di tequila. La voce della Faithfull, prima donna ad apparire su un album ‘Tallica, non ci sta troppo male. "Devil’s dance" inizia cupa, à la Angelwitch...e cupa rimane. Un esercizio. Bello il guitar solo. E poco altro. "The unforgiven II" si apre con un’intro memorabile e si dispiega come una ballad power-rock con le contropalle. Potrebbe diventare un classico. Davvero un grande brano. "Better than you": sì, è potente, ma è anche una bella badilata di cose già sentite. Per "Slither", incredibilmente, non c’é quasi nulla da dire. Se non un "business as usual". Con "Carpe diem baby" (bello il titolo, un po’ alla "Hasta la vista, baby" di Schwarzy) si torna alle cose più tipiche degli Horsemen. Per fortuna. "Bad seed", altro gradevole esercizio. Tutto qui. Vagamente sperimentale "Where the wild things are", ma almeno tirano fuori le palle e vanno giù sicuri. Bel pezzo heavy è "Prince charming", niente da dire. Buone le intenzioni per "Low man’s lyric", ma il tutto termina in un orribile pasticcio, dissennato e senza direzione.
"Kerrang!" è il settimanale inglese che, come ben sa chi legge la rassegna stampa di Rockol, riesce a parlare dei Metallica anche quando i Metallica non stanno facendo assolutamente niente. L’abnegazione di "Kerrang!", che una volta era la Bibbia del metal ed ora parla di heavy ma non solo, alla causa del gruppo è a volte perfino eccessiva. Quindi il loro 3/5 affibbiato in sede critica al nuovo della band (15 novembre) suona come un campanello d’allarme. Le nostre valutazioni sui singoli brani, come ad esempio per "Slither", differiscono non poco dalle loro. Nell’esempio indicato, a noi non piace per nulla e a loro sì. Ok, ricapitoliamo. "Kerrang!" dà a "Re-load" un 3/5. Nello stesso numero assegna dei 4/5 ai nuovi album dei Consolidated, dei December Moon, dei Dominion, dei Dwarves, al "BBC sessions" dei Led Zeppelin e a "Queen works", la compilation dei Queen. Punteggio uguale, 3/5, viene attribuito a "Sehnsucht" dei semisconosciuti (al di fuori della Germania) tedeschi Rammstein. Evidentemente c’é qualcosa che non quaglia. Alti e bassi continui, intuizioni grandiose e cadute di tono, se non fosse veramente la "Part 2" di "Load" verrebbe da dire che si tratta veramente di un album di transizione. Ma sappiamo che così non è: infatti "Re-load" è stato scritto proprio nel 1995. Allora viene da chiedersi perché. Perché, mentre avanza nuova gente come i Korn, i Type O Negative, i Marilyn Manson, Lars e soci buttano fuori un album sostanzialmente vecchio? I fans lo compreranno, e non sono neppure, alla fine, soldi buttati via perché in giro vi sono cose molto peggiori, ma è l’insieme dell’operazione che ci lascia scettici.