«LA RADIOLINA - Manu Chao» la recensione di Rockol

Manu Chao - LA RADIOLINA - la recensione

Recensione del 19 set 2007 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Manu Chao è un irregolare. Nel modo in cui si presenta al mondo e nel modo in cui fa la sua musica. Irregolare non solo per la sua immagine “no-global” ma anche nei ritmi della sua produzione musicale: “La radiolina” è il primo disco di studio in 6 anni, da “Proxima extacion: esperanza”, a cui sono seguiti un live, e un libro-CD venduto in rete. Non è mai sparito del tutto, perché dalle nostre parti si è fatto vedere abbastanza spesso. Ma insomma, ci tiene a far sapere che lui è uno fuori dai ritmi dell'industria.
Se poi uno va ad ascoltare la sua musica, rischia di scoprire esattamente l'opposto. Cioè che nelle canzoni di Manu la regolarità, anzi la serialità è la regola. Il gioco è stato scoperto con “Clandestino”: prendi un frammento, un'idea melodica. Ripetila all'infinito, in loop manipolati in diversi modi, e facci non solo una canzone, ma un disco intero. Questa idea era alla alla base di “Proxima extacion: esperanza” (dichiaratamente una copia di “Clandestino”) ed è anche alla base di “La radiolina”. Canzoni come l'iniziale “13 dìas” o “Mundoréves” hanno le stesse luci ed ombre delle canzoni che ci hanno fatto amare Manu Chao (e che lo hanno fatto amare anche a persone insospettabili come Robbie Williams, che ha da poco “coverizzato” la canzone simbolo di questo stile, “King of the bongo”).
Manu, da parte sua, continua a giocare con i frammenti (delle 21 canzoni una buona parte è sotto i 2 minuti o ci gira attorno). Di nuovo ci mette solo un po' più di rock, qualche chitarra elettrica come nel singolo “Rainin in paradize”, mentre i temi sono sempre spesso barricaderi (altro che allontanamento dalla politica, come ha detto qualcuno): tra una citazione di George W. Bush e una di Maradona, salta sempre fuori una frase leggera, un ritornello memorabile come quello in italiano di “A cosa”.
Insomma, il caro, vecchio Manu Chao: nel bene e nel male. Bravo, bravissimo. Coinvolgente e trascinante in diversi momenti, leggero e divertente in altri, con il suo suono meticcio. Ma anche già sentito. A voi la scelta se sentirlo di nuovo.

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