«BASTIAN CONTRARIO - IG» la recensione di Rockol

IG - BASTIAN CONTRARIO - la recensione

Recensione del 14 giu 2007 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Ecco un progetto d'altri tempi. Non tanto nella musica: quella – se ne parlerà tra qualche riga – è contemporanea come in tutto e per tutto - quanto nello spirito.
Del progetto IG si parla da un paio d'anni, ormai. I PGR sono ormai in pausa a tempo indeterminato. Così Gianni Maroccolo alterna nella sua vita musicale i Marlene Kuntz – di cui è diventato bassista in pianta stabile – a questo gruppo, la cui altra metà è la cantante bresciana Ivana Gatti.
“Bastian contrario” arriva dopo due singoli, il primo dei quali pubblicato a fine 2005. Nel frattempo, un po' di gavetta dal vivo, e il tempo di lasciar maturare il proggetto, dargli una sua identità più definita. Come si faceva una volta, insomma, dando tempo ai gruppi di crescere.
IG viaggia tra le sperimentazioni musicali di Maroccolo, che fondono l'elettronica con il rock, con le sperimentazioni vocali di Ivana Gatti, brava autrice e cantante indefinibile e molteplice nello stile. Il bello di questa filosofia è che il percorso scelto dal gruppo ha permesso a IG di crescere sul serio, non solo sulla carta, scrollandosi di dosso alcune ingenuità e alcune indecisioni che in passato – sui primi singoli e nei primi concerti – rischiavano di renderlo un ibrido ancora troppo indefinito.
In “Bastian contrario” c'è ancora - e molta – la voglia di sperimentare, testimoniata anche dalla presenza di un DVD in cui tutte le canzoni sono visualizzate da Fabio Massimo Iaquone e Luca Atillii. Ma c'è in generale un'intezione artistica più chiara, che si esprime attraverso canzoni-canzoni, come “Resta” (presente in due versioni, la seconda è un bel remix reggae ad opera di Jovanotti), o come ”Intima ordalia”. In casi come quest'ultimo, il riferimento che viene in mente è il David Sylvian meno introverso, ma con una voce femminile; oltre ovviamente, ad alcune cose dei PGR, quelli del primo disco prodotto da Hector Zazou. Forse, in alcuni passaggi, ci si perde ancora un po' per strada, come nei vocalizzi quasi operistici della title track, che poco sembrano avere a che fare con il resto. Ma “Bastian contrario” è un disco d'altri tempi, appunto, ed è difficile giudicarlo con i normali canoni che si potrebbero applicare al disco di una nuova band.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.