Recensioni / 08 feb 2007

Joan As Police Woman - REAL LIFE - la recensione

Recensione di Gianni Sibilla
REAL LIFE
Pias (CD)
La faccia in copertina sembra cattiva, lo sguardo un po’ truce. Anche il nome d’arte che Joan Wasser si è scelta non è dei più invitanti: “Joan come poliziotta”, e rimanda al cinema di serie B americano. Invece questo suo “Real life” è tra le musiche più sensuali e coinvolgenti venute fuori da questo 2006 appena terminato, e non è un caso che abbia finito per prendersi il titolo di “disco d’esordio dell’anno” da diverse parti.
Ascoltando queste ballate notturne, a metà tra Rufus Wainwright e Nick Cave, ci sarebbe da stupirsi di un esordio così maturo. Joan Wasser, invece ha una lunga gavetta come strumentista nell’area newyorchese: ha lavorato con Wainwright, appunto, ma anche con Lou Reed e con Antony & The Johnson (Antony le rende il favore in “I defy”, cofirmata). Alle spalle, un paio di singoli ed un bell’EP eponimo, facilmente reperibile nei servizi di distribuzione digitale (iTunes e Emusic, per esempio). Rispetto a quell’EP, per “Real life”, Joan Wasser ha scelto un taglio un po' diverso, meno chitarristico (e meno alla PJ Harvey, se vogliamo), più pianistico in diversi momenti e più vicino alla musica nera: lei infatti definisce la sua musica “Punk r&b”.
Il pregio di questo lavoro, è di essere assolutamente personale: i riferimenti musicali e l’ambiente culturale da cui arriva è chiarissimo, ma canzoni come “Feed the light” e “The ride” hanno una loro personalità ben precisa: il che supera un problema tipico soprattutto delle “rockeuse”, che spesso finiscono per assomigliarsi o assomigliare a qualcun altro. Qua di rock non ce n’è molto, almeno non nella velocità o nei suoni chitarristici; c’è nell’attitudine, semmai, nel non dare nulla per scontato, nella carica interpretativa. “As long as you follow me, this is what I do”, canta in “The ride” Joan. Non è difficile seguirla: “Real life” non è un disco immediato o di facile presa, ma di seduzione, di un avvicinamento progressivo e inesorabile alle atmosfere notturne che racconta, delle quali dopo un po’ non saprete fare più a meno.