«REALE - Casino Royale» la recensione di Rockol

Casino Royale - REALE - la recensione

Recensione del 01 dic 2006 a cura di Ercole Gentile

La recensione

Nove anni sono davvero tanti. In un periodo così lungo le cose che possono cambiare sono molte, nel bene e nel male. Così è stato anche per i Casino Royale, una delle formazioni simbolo della musica indipendente in Italia, che oggi tornano con “Reale”, il nuovo album in studio dopo “CRX” del 1997.
E’ evidente che in questo lasso di tempo i mutamenti subiti dal mondo dei Casino sono stati importanti e numerosi. Su tutti l’abbandono di Giuliano Palma, il quale si è dedicato con profitto ad una carriera solista ricca di successi e soddisfazioni. Poi nel 2002 c’è stata la “scoperta” della rete: i CR sono stati uno dei primi gruppi in Italia a pubblicare brani inediti in esclusiva sul loro sito ufficiale (tre dei quali ripresi e riarrangiati nel nuovo disco). Infine il sound, il ritorno alla musica “suonata”, l’esclusione dei campionamenti, la produzione di Howie B, genio scozzese già al servizio di U2 (“Pop”), Bjork (“Post”) e Tricky e la promozione di Alioscia a frontman e cantante a tempo pieno.
“Reale” è l’album della resurrezione, registrato in venti giorni alle Officine Meccaniche di Milano (ed in seguito mixato a Londra) tra le strumentazioni vintage di Mauro Pagani (ex PFM, proprietario degli studi) e la sapiente mano di Howie B. C’è un’atmosfera metropolitana che pervade tutto il tragitto, dieci “stazioni” dal sound incredibilmente caldo e allo stesso tempo oscuro, tratti somatici soul meticci e vintage che si incontrano con sonorità elettroniche tipicamente inglesi e trip-hop. Una miscela che in diversi episodi si dimostra perfetta. Esempi? Ecco quattro perle: il singolo “Prova” con la sua splendida base soul e la voce mai così delicata di Alioscia o “Royale’Sound” con un tappeto electro-funk (“E’ la sorte che ti sfida, gioca le carte che hai ora”) d’alta scuola ricamato con maestria con l’aiuto del “sarto” Howie; ancora la fantastica “Milano Double Standard” (in una nuova versione rispetto a quella già uscita sul loro sito tempo fa), oscura come la loro città, che disegnano con colori fumosi e con frasi simboliche: “All’aperitivo delle 7 rissa di gsm tra tutti che ci provano e nessuno riesce a smettere” o “Milano è in coda ancora in coma” e la sarcastica dedica all’ex giocatore del Milan Shevchenko (“vedi un giovane ucraino radioattivo andare in gol, gli altri alla centrale dichiarati outload”). Infine “Quello che ti do”, splendido brano dall’incipit trip-hop in stile Massive Attack con successiva ritmica funkeggiante.
L’unica pecca è, in episodi come “Tutto” o “In my soul kingdom”, la voce di Alioscia che diventa quasi una parodia di se stesso, con una pronuncia al limite del ridicolo, quando sono invece ben visibili (anzi, ascoltabili) in altri episodi le sue vere potenzialità.
Comunque non c’è che dire, “Reale” è un ritorno in grande stile. Raramente si possono trovare dischi di artisti italiani di questo livello sonoro (non a caso c’è lo zampino britannico di Howie B) abbinati a testi così forti e urgenti. Un album che guarda al passato e allo stesso tempo al futuro.
Si sono attesi nove anni, è vero, ma ne è valsa proprio la pena. Bentornati!

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