«9 - Damien Rice» la recensione di Rockol

Damien Rice - 9 - la recensione

Recensione del 30 nov 2006 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Due anni fa “O”, il primo disco di Damien Rice, fu un fulmine a ciel sereno. Era uscito da qualche tempo in Irlanda, in Italia venne a presentarlo direttamente lui con uno showcase, e raramente è capitato qualcuno di vedere cantare qualcuno con tanta intensità.
Da allora, era la fine del 2002, Damien si è fatto strada ed un nome, grazie ad alcune apparizioni televisive (su tutte le due al David Letterman Show), ad una azzeccata presenza in un film (“"The blower's daughter" messa in apertura di “Closer”), e sopratutto grazie ad un'intensa attività live e al passaparola.
Succede così che questo “9” sia, almeno per qualcuno, il disco più atteso del momento. Lui, con il suo solito fare fuori dagli schemi, ha deciso di non concedere interviste, di non fare promozione se non qualche concerto. Insomma, di lasciar parlare la musica. Pose da uno che si sente già una star? Forse. Ma sta di fatto che Damien Rice è il miglior talento cantautorale uscito fuori negli ultimi anni, e “9” lo dimostra. A imitare Nick Drake sono bravi tutti, ma Damien è bravo e basta, è capace di cantare cose semplicissime, frasi che in bocca ad un altro suonerebbero banali o irritanti, e renderle credibili. Succedeva in “The blowers' daughter” (da “O”) con quella frase “Can't take my eyes off of you” ripetuta all'infinito, e succede anche ora.
“9” è un campionario delle diverse abilità di Damien Rice: dalla canzone in crescendo (“Elephant”, che è una dichiarata seconda puntata proprio di “The blowers' daughter”), alla rabbia elettrica distorta (“Me, my yoke and I”, che ricorda PJ Harvey), alla ballata piano e voce (l'iniziale “9 crimes, che fa partire il disco con la voce di Lisa Hannigan, e i due numeri conclusivi), al pop acustico (“Rootless tree”): il tutto semplicemente disarmante.
Si può obiettare che “9” è identico a “O”, a partire dal titolo, per arrivare ai contenuti, alla struttura: vero, verissimo. Ma è talmente bello che è un dettaglio secondario: se siete alla ricerca di una musica autunnale, coinvolgente, intensa, e se vi piacciono i cantautori dovete ascoltare Damien Rice.

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