«THE OPEN DOOR - Evanescence» la recensione di Rockol

Evanescence - THE OPEN DOOR - la recensione

Recensione del 23 nov 2006 a cura di Ercole Gentile

La recensione

E’ difficile classificare un gruppo come gli Evanescence. Sono gothic rock? Non proprio. Sono pop? Non proprio. Sono nu-metal? Non proprio. Sono un po’ di tutto questo? Ecco, forse ci siamo. La cosa sicura è che pur avendo realizzato un solo disco, la formazione americana capitanata dalla cantante Amy Lee ha saputo creare un sound difficilmente confondibile, soprattutto grazie alla splendida voce della ragazza. E questo non è sicuramente poco al giorno d’oggi.
Allo stesso modo si deve rendere onore ad Amy per essere riuscita a superare diverse avversità intercorse prima e durante la lavorazione del nuovo album “The open door”. L’abbandono della band da parte dell’altra mente del gruppo Ben Moody (e la fine della loro relazione), poi un infarto al nuovo chitarrista Terry Balsamo (ex Cold) ed infine l’abbandono del bassista Will Boyd per stare più vicino alla famiglia. Mica male.
Ma evidentemente Amy Lee ha dentro il fuoco della determinazione e di chi sa dare tutto alla causa per la quale “combatte”, perché ha superato tutte queste difficoltà e si è messa a scrivere il nuovo lavoro. E il peso sulle spalle dopo le 12 milioni di copie vendute con “Fallen”, non era sicuramente da poco.
Si notano subito tre cose spiando all’interno della “porta aperta”. La già citata (e inconfondibile) voce di Amy, lo stile più soft del nuovo chitarrista e l’uso massiccio del pianoforte. Rispetto a “Fallen” sono più numerosi i brani maggiormente riflessivi, anche se non mancano attacchi decisamente rock che accarezzano l’heavy, insomma una rivoluzione c’è, ma piccola piccola.
Si prenda ad esempio il singolo “Call me when you’re sober” che può ben rappresentare la maggior parte delle canzoni dell’album: parla d’amore e solitudine, danza sulle note agrodolci del pianoforte e sfocia in un violento attacco rock dal retrogusto gotico (che prima o poi arriva quasi sempre, tranquilli). Sintesi perfetta del suono “evanescente”: inconfondibile ed innegabilmente azzeccato. Alla lunga però il giocattolo può essere un po’ troppo ripetitivo ed ecco così che si riesce ad apprezzare molto la leggera e breve “sperimentazione” di “Snow white Queen”, con un attacco elettronico in stile trip-hop e la voce della cantante di Little Rock che danza su sonorità cupe fino all’incursione chitarristica che, per fortuna o purtroppo, riporta il tutto alla normalità. Solo un piccolo esperimento, ma di grande valore e chissà che non possa essere uno spunto per il futuro. Apprezzabile anche la ballata finale al pianoforte “Good enough” che dimostra le grandi qualità cantautorali della tuttofare Amy.
Ma sì, in fondo che motivo avrebbero gli Evanescence di sconvolgere il loro suono? Suonano la musica che amano, la ama anche il pubblico (quindi oltre alla soddisfazione personale c’è anche quella economica) e si sono creati uno stile personale inconfondibile.
Il rischio è il sale della vita si dice, ma in questo momento quanti lo farebbero al posto loro?

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.