«MEZMERIZE - System of a Down» la recensione di Rockol

System of a Down - MEZMERIZE - la recensione

Recensione del 29 mag 2005 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Premessa: chi scrive non un fan sfegatato del metal, per cui ciò che leggerete non sono le considerazioni di un esperto del settore. Ma forse proprio per questo possono essere interessanti. Perché se c’è un dato che non può essere smentito è che i System of a Down sono il gruppo metal più in voga del momento, e stanno raggiungendo un pubblico ben più ampio di quello di genere. Lo dimostra l’attesa spasmodica per questo disco, realizzato insieme al fido Rick Rubin e prima parte di un doppio (la seconda, “Hypnotize”, uscirà dopo l’estate). Lo dimostra il fatto che i biglietti per la data milanese del gruppo al Forum sono andati esauriti con oltre due mesi di anticipo.

Uno che segue il rock ma non necessariamente il metal, potrà chiedersi “perché?”. Due risposte, ci pare di poter dire: da un lato la bravura di questi ragazzi di origine armena nel rivisitare gli schemi classici del Metal con aperture più “moderne”. E poi la politica: i SOAD colmano un vuoto di dissenso e di antagonismo che si è creato nel pubblico rock alla fine dei Rage Against The Machine.

Sulla prima questione, non c’è molto da dire, ma solo da ascoltare.

“Mesmerize” è come un viaggio sulle una montagna russe, dove le chitarre toste d’ordinanza si fondono con influenze folk (le origini armene del gruppo), con l’elettronica e la new wave (“Old school Hollywood” è un gioiello in questo senso), con melodia (la ballatona finale “Lost in Hollywood”) e con il progressive. Insomma, i System of a Down sono riusciti a rinnovare il metal rendendolo ascoltabile anche al di fuori dei confini dei fan e del genere; una cosa che i Metallica, sempre grandi ma un po’ ripiegati su se stessi e sul loro ruolo di star del genere, non riescono più a fare da tempo. Certo, i SOAD hanno dalla loro parte il grande Rick Rubin, che li ha scoperti e continua a produrli, aiutandoli a tirar fuori un suono che molti altri si sognano.


Poi c’è la questione politica. Il disco precedente dei SOAD, “Toxicity”, era uscito l’11 settembre 2001. I System sono diventati una delle bandiere del dissenso verso la politica americana, e anche in questo cosa non si smentiscono, fin dal primo singolo, “B.Y.O.B.” (acronimo per “Bring your own bombs”). Può essere un’arma a doppio taglio (e per molti lo è stata: vedi l’impegno di Springsteen & Co durante la campagna elettorale, che ha attirato non poche critiche da parte dei fan). Ma nel caso dei SOAD fa davvero parte di un’identità precisa, non scindibile dalla musica.
Insomma, “Mesmerize” è, nel suo genere, davvero un piccolo gioiello. Inevitabile consigliarlo non solo ai fan, che lo compreranno senza aspettare certo una recensione di Rockol, ma anche ai “profani”.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.