«CICCIPUT - Elio e le Storie Tese» la recensione di Rockol

Elio e le Storie Tese - CICCIPUT - la recensione

Recensione del 10 giu 2003 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Bisogna riconoscere un grosso, anzi enorme merito a Elio e Le Storie Tese: quello di portare un po’ di autoironia in un ambiente, come quello della musica italiana, notoriamente serioso e poco incline a questo atteggiamento fondamentale per la sopravvivenza umana.
Beninteso, non che questa cosa la si scopra oggi con “Cicciput”, nuovo disco di studio per gli Elii, a quattro anni da “Craccracriccrecr” e a due dal live “Made in Japan”. Ma questo atteggiamento raggiunge i suoi vertici in alcune canzoni di questo CD. Come quando Enrico Ruggeri dice che una canzone sulla pena di morte l’aveva già scritta lui prima di “Budy Giampi” o quando Gianni Morandi si definisce “re del fitness” in “Fossi figo”; quando Max Pezzali canta di spalmare merda in “Shpalman”. O soprattutto quando i nemici amici Ghigo Renzulli e Piero Pelù si riuniscono per un nano-secondo in “Litfiba tornate insieme”. Che, oltre che divertente, è un affettuosissimo omaggio alla rock band fiorentina.
Rocco Tanica, in un’intervista che abbiamo recentemente pubblicato, ci ha spiegato che l’autoironia non manca alla musica italiana, forse mancano gli spazi dove esercitarla. E’ verissimo, e gli Elii rappresentano questo spazio, e molto di più. Un gruppo capace di scrivere canzoni belle, divertenti, dissacranti e intelligenti, dove la risata goliardica non è mai fine a se stessa. “Cicciput” (che, per inciso, è l’ “Angelo dei soldi” invocato dal sensitivo Gennaro D’Auria, la cui voce compare ad inizio disco) è questo ed altro ancora. Fa piacere sentire che gli Elii sono tornati ai massimi splendori, fa piacere sentire che hanno trovato un nuovo equilibrio dopo la morte tragica ed improvvisa del mai dimenticato Feyez. Forse ogni tanto continuano ad esagerare musicalmente con costruzioni sonore complesse e che rendono la struttura delle canzone un po’ cervellotica – sono bravi musicisti, lo sappiamo- ma non si può non perdonargli qualche peccatuccio.
Non c’è che l’imbarazzo della scelta, in queste 13 tracce. Ci troverete le invettive sull’universo femminile di “La follia della donna”, le citazioni presleyane di “Philipino rock” (che, per la cronaca parla di immigrazione, anche se in modo un po’ particolare) e le citazioni di mezza storia della canzone italiana. Ci troverete…. A voi scoprirlo. Bentornati, Elii.

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