«BAGUS - Cesare Cremonini» la recensione di Rockol

Cesare Cremonini - BAGUS - la recensione

Recensione del 10 dic 2002

La recensione

Crescere. Questo l’imperativo di Cesare Cremonini nell’attesissimo “Bagus”. Che poteva essere la seconda prova dei Lunapop dopo “…Squerez?”, ma esce accreditato al solo cantante/compositore bolognese, dopo un lungo tira e molla sul nome (vedi news). La sostanza non cambia: nessuno ha mai dubitato che Cremonini fosse l’anima della band, anche ora che la band è diversa (lo accompagnano Ballo –unico superstite dei Lunapop- e i nuovi Andrea Morelli e Matteo Monti).
Bisogna comunque riconoscere a Cremonini il tentativo. L’immagine dei Lunapop era quella di un gruppo leggero, adolescenziale; “Bagus” è un disco più complesso, più ricco di riferimenti musicali filtrati. Certo, sempre di pop si tratta: canzoni comunque piacevoli, sempre molto melodiche, in cui rientrano i Beatles come i Queen, il Brit Pop come la canzone italiana. Ma Cremonini, grazie all’apporto di Walter Mameli (il primo a credere in lui già al tempo dei Lunapop) prova arrangiamenti più complessi, anche concedendo qualcosa di meno al pop in stretto e qualcosa di più al rock. Lo dimostra il frequente uso delle chitarre elettriche, che si accompagna a strumenti meno usuali (il banjo de “La cameriera dei giorni più belli” o le tablas di “Mille galassie” ).
Detto questo, il processo di crescita è ancora in corso. Se alcune canzoni (il nuovo singolo “Vieni a vedere perché” o quella “Mary seduta in un pub” a suo tempo proposta alle selezioni di Sanremo e bocciata) segnano una continuità con i Lunapop, l’impressione generale è che in “Bagus” ci siano alcune ingenuità (come un certo manierismo nel cantato, una tendenza a strascicare le vocali che è il marchio di fabbrica di Cremonini ma che rischia di diventare uno stereotipo), ma soprattutto troppe idee. Quest’ultimo potrebbe essere un buon segno - Cremonini è comunque un autore creativo – o forse solo un fattore temporale – sono passati tre anni da “…Squerez?” e in questo tempo si sono accumulate canzoni e suoni.
In altre parole, “Bagus” è un disco di transizione. Perfetto per buona parte dei fans dei Lunapop (supponendo che il pubblico sia cresciuto con Cremonini), e quindi prefettamente regalabile sotto Natale. Certo, rischia di perdere in partenza il confronto con il successo di “…Squerez?”, che difficilmente ripeterà anche solo per una questione numerica. Ma comunque dimostra l’esistenza di un artista. Che ha solo 22 anni, e che è stato travolto –ma non distrutto- dal successo, e che ha un terribile bisogno di crescere per mettere meglio a fuoco le proprie idee.
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