«BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB - Black Rebel Motorcycle Club» la recensione di Rockol

Black Rebel Motorcycle Club - BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB - la recensione

Recensione del 22 feb 2002 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Ogni tanto l’insistenza della stampa genera diffidenza. Ad ogni nuovo nome “pompato” da testate italiane ed inglesi, sorge spontanea la domanda: sarà vera gloria?
Prendete gli Strokes, gran bel gruppo, ma di cui si è parlato davvero un po’ troppo. La storia si ripete spesso (la categoria dei "giornalisti" è prevedibile, si sa) e così prima di recensire di questi Black Rebel Motorcycle Club, di cui si tesse le lodi a destra e a manca, abbiamo voluto aspettare un po’, ascoltarli con calma e vederli dal vivo (hanno suonato a Milano nei giorni scorsi).
Il nostro parere, per quello che può valere, è che, si, il gruppo è davvero interessante. Più su disco che dal vivo, dove certi debiti sono davvero troppo evidenti e dove la tensione di canzoni come “Love burns” si allenta.
Sono americani, e per certi versi suonano come se fossero inglesi. I riferimenti d’oltre manica sono quelli di gruppi emersi a cavallo tra gli ’80 e i ’90. Il rock sporcato e lisergico dei BRMC sembra pensato sulla falsariga dei Jesus and Mary Chain, rivisitati con un pizzico di (in)attualità in più, con le radici americani comunque presenti, soprattutto quelle ereditate dal garage rock (a cui peraltro si rifacevano anche i Jesus&MC).
“Whatever happened to my rock ‘n’ roll (Punk song)”, si chiedono i BRMC in una delle canzoni più efficaci di questo disco d’esordio. Già, che fine ha fatto la canzone rock ‘n’ roll? Forse alla fine, dischi come questi, oltre ad essere piacevoli, aiutano a capire un po’ meglio la psicologia di chi segue la musica. Forse, siamo circondati troppo da progetti ambiziosi, cantanti e band che credono di riscrivere le regole del gioco come se nulla, nessuna tradizione fosse mai esistita. Forse è per questo che, in fin dei conti, ci si ritrova ad ascoltare gruppi come i BRMC, i White Stripes o gli Strokes: gruppi, che pur facendo musica tra di loro molto diversa hanno in comune un atteggiamento puro, tornano all’essenza del rock ‘n’ roll, le canzoni suonate, e non hanno paura di esibire le proprie radici. Magari non sono troppo originali, ma si fanno ascoltare.
Ben vengano, allora, gruppi come i BRMC. Anche se con un po’ di malinconia: se volete un gruppo innovativo, dai suoni mai sentiti, rivolgetevi altrove. Se volete un buon disco, da ascoltare senza troppe menate intellettuali, i BRMC fanni per voi. Ma, per favore, non credete a tutto quello che la stampa musicale dice: il futuro del rock ‘n’ roll sta da altre parti.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.