«HERECTIC SONG - Slipknot» la recensione di Rockol

Slipknot - HERECTIC SONG - la recensione

Recensione del 10 nov 2001

La recensione

Chissà, forse se la P.F.M. fosse nata negli anni Novanta adesso farebbe musica come quella degli Xilema, un elettropop che cerca di non perdere di vista il vigore del rock. Il parallelo tra i due gruppi milanesi è quasi inevitabile, visto che gli Xilema sono prodotti, o forse meglio accuditi, accompagnati, presentati da Franz Di Cioccio, uomo-immagine e uomo-energia della P.F.M.
Il cantante-batterista ha fondato qualche tempo fa un’etichetta, il cui nome, Fermenti vivi, è molto indicativo sul percorso intrapreso, che intende scovare gruppi giovani e cercare di condurli sulla scoscesa e sdrucciolosa strada della musica, che Di Cioccio conosce come pochi.
Una delle band prescelte è proprio quella degli Xilema, che definisce la propria proposta come ”elettro acustica teatrale”. Non è questa la sede per parlare dell’aspetto teatrale (che è indubbiamente rilevante visto che, secondo le note di copertina, il ruolo di uno dei membri del gruppo, Marianna Bertolazzi Mimomari, è “anima e ombre danzanti”, ovvero mimo). Per quanto riguarda il resto va detto che l’idea che sta alla base della cifra stilistica del gruppo è proprio quella di abbinare le sonorità elettroniche, che sono tendenzialmente in primo piano, con quelle acustiche, che però più che altro danno spesso l’impressione, all’ascolto, di essere dei trait d’union tra quelle sintetiche.
Il risultato è un susseguirsi e alternarsi di voci limpide e un po’ adolescenziali, di ritmica precisa, di echi, di suoni pieni. C’è attenzione alla orecchiabilità, ma senza perdere la faccia. Ogni tanto si mette ad aleggiare il fantasma della P.F.M. (in particolare in “Grottesco”). Le dieci composizioni che compongono il disco non scendono mai sotto la sufficienza, ma neanche la superano, tranne forse “Quattro punk”, in cui la confezione testo-musica appare più convincente.
L’entusiasmo del gruppo e l’esperienza di Di Cioccio hanno prodotto complessivamente buoni risultati e una certa comunicativa, ma il gruppo non pare stagliarsi in modo particolare dal restante panorama discografico. Ascoltando il disco ci si può anche attendere un colpo di reni. Alla fine non arriva.

(Francesco Casale)

TRACKLIST

01. Effepi
02. Origami
03. La mosca
04. Grottesco
05. Mai-ali
06. Rotta 6
07. Quattro punk
08. Genesi
09. Rimalarima
10. Treccia nascosta
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