«UNO IN PIU' - 883» la recensione di Rockol

883 - UNO IN PIU' - la recensione

Recensione del 13 lug 2001

La recensione

Questo album è stato presentato come quello della maturità per gli 883 di Max Pezzali. E’ stato detto che i trent’anni hanno portato Pezzali-autore a riflettere, a cercare nuove strade, a ridimensionare il lato frivolo e paninaro delle sue composizioni.
Sinceramente nel disco tutto questo si nota poco. C’è sicuramente qualche tentativo di allargare le soluzioni musicali, più che altro pescando in giro tra le cose che vanno per la maggiore. Ma in definitiva tutto si esaurisce con un po’ di rock in più, con qualche filtro nella voce, con Jovanotti che rappa e con qualche altro dosatissimo, calibratissimo, freddissimo cambiamento. C’è un gran numero di ospiti (oltre a Jovanotti, Britti, Syria, Saturnino, il Solis String Quartet, persino Kenny Wheeler, uno dei trombettisti jazz migliori al mondo). Ma anche questo non cambia le cose. Non si scorgono novità sostanziali. Anche perchè, tutto sommato, andando a rivedere il percorso del gruppo qualche mutamento si trova in ogni disco.
Il fatto è che per un nome da classifica come gli 883 è tremendamente rischioso cambiare, ma in parte è anche necessario per tarare meglio il motore. Cambiare per restare uguali, insomma. Perché gli 883 sono una grande operazione di marketing. Devono vendere: questo è l’unico imperativo categorico.
Nella conferenza stampa di presentazione del disco e altrove Pezzali ha parlato e riparlato con preoccupazione della piega che ha preso il mondo, di questi anni veloci, del dominare dell’apparenza. Il fatto è che ne parla come se gli 883 non ne fossero emblema, causa e conseguenza. E questo album lo conferma.
“Uno in più” contiene due tormentoni estivi (“Bella vera” e “Una lunga estate caldissima”) e una manciata di brani un po’ più assorti ( e questo non significa che siano anche di spessore). Come al solito sono canzoni che entrano facilmente in mente, e se ci fossero problemi comunque c’è sempre il continuo passaggio radiofonici e televisivo a prestare aiuto.
‘Uno in più’ pare davvero solo un disco in più per gli 883. Per il resto, al di là del dovere di cronaca, non c’è nulla. Il peso artistico continua ad essere scarso, quello sociologico notevole.

(Francesco Casale)
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