«SCIOPERO - Yo Yo Mundi» la recensione di Rockol

Yo Yo Mundi - SCIOPERO - la recensione

Recensione del 12 lug 2001

La recensione

Nel percorso artistico degli Yo Yo Mundi, dediti a una patchanka-folk che tiene conto della lezione proveniente dalla canzone d’autore – come testimonia la partecipazione di Ivano Fossati al loro precedente lavoro, “L’impazienza” – questo “Sciopero” ha tutto il valore prezioso di una prova a sé. E questo per una serie di motivi che hanno in gran parte a che fare con la natura del tutto particolare del progetto. “Sciopero” (1925) è il titolo di un film di Sergej M. Ejzenstejn – sì, proprio quello della fantozziana Corazzata Potëmkin – che il gruppo ha scelto di sonorizzare per il Festival Internazionale di Cinema Muto con Musica dal vivo “Musica delle ombre”, svoltosi a Roma nell’ottobre del 1994. Il materiale composto in quell’occasione, prettamente strumentale, si è arricchito e trasformato nel corso del tempo, fino a diventare, a distanza di anni, un vero e proprio spettacolo, in giro per l’Italia dalla primavera scorsa. La scaletta dell’album, infatti, si compone in parte di materiale registrato in studio e in parte di brani registrati dal vivo al Teatro Rendano di Cosenza il Primo Maggio 1998. La storia del film – raccontata per sommi capi – è quella di uno sciopero che gli operai di una fabbrica organizzano contro i padroni per riscattare la morte di un loro compagno, suicidatosi dopo essere stato ingiustamente accusato di avere commesso un furto. Lo sciopero degenera in rissa grazie all’intervento di sobillatori pagati dai padroni e dalla polizia, e la rivolta viene sedata nel sangue dalle forze dell’ordine, mentre il regista mescola le immagini della disfatta tragica degli scioperanti a quelle di un macello.
Si capisce così per quale motivo questo lavoro degli Yo Yo Mundi vada letto alla luce di una differente prospettiva, quasi come un momento di confronto tra il gruppo astigiano e il suo passato musicale. Da questo confronto gli Yo Yo Mundi escono vincitori, siglando la migliore serie di musiche della loro carriera, riversando da un lato tutto il proprio patrimonio artistico nel commento sonoro elaborato per il film, dall’altro dimostrando versatilità e fantasia a livello compositivo. Inoltre, altro elemento che spicca rispetto alla precedente produzione del gruppo, in “Sciopero” gli Yo Yo Mundi mescolano piacevolmente la loro natura acustica a campionamenti e atmosfere industriali, realizzando una piccola opera d’arte fruibile anche senza il contributo del film. Oltre a valorizzare – immagino – le sequenze dello spettacolo, gli Yo Yo Mundi con questo lavoro valorizzano oltretutto se stessi, firmando una manciata di splendide composizioni (“Tema di sciopero”, “Sciopero”, “I bambini imitano i grandi”, “Tutti i proletari del pianeta”, ma tutti i brani sono di grande livello) ispirandosi all’Internazionale per una rilettura suggestiva. Per informazioni sullo spettacolo, www.yoyomundi.it, oppure onmescal@tin.it. Molto bravi.
(Luca Bernini)
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