«MISS E....SO ADDICTIVE - Missy Elliott» la recensione di Rockol

Missy Elliott - MISS E....SO ADDICTIVE - la recensione

Recensione del 11 lug 2001

La recensione

Nel panorama rap-R&B, Missy Elliott è senza dubbio l’artista più completa. Cantante, rapper, compositrice, produttrice, scopritrice di talent scout, “Miss E” ha dimostrato, già ai tempi del suo primo progetto, le Sista, di avere qualcosa di originale da dire. Ha scritto e prodotto per molti artisti, sempre in coppia con il braccio destro Timbaland, creando una delle sinergie più influenti per gli anni ’90. “Miss E… so addictive” è il suo terzo album solista, che arriva a due anni dal precedente “Da real world” e a quattro dal suo acclamato esordio “Supa dupa fly”. Con qualche chilo in meno e molta esperienza in più nel settore, Missy rimane sempre legata alle ritmiche hip-hop colorate di funky e intuizioni futuristiche, ma quello che fino a qualche anno fa poteva sembrare una sorta di rivoluzione del panorama R&B, oggi è qualcosa di ampiamente accettato e radicato. Lo stile della Elliott non suona più come avveniristico, tuttavia trova ancora il modo per non essere uguale a se stesso e risultare ancora molto originale, perché ancora una volta permette ai fruitori della sua musica di venire a contatto con una grande varietà di atmosfere e interpretazioni. Missy “rappa” su certi uomini che dovrebbero far uso del Viagra (“One minute man”), continua la sua ricerca di ritmiche che appaiano frutto di un’allucinazione (“Get ur freak on”), si propone, più che in passato, come cantante (“Old school joint”, “Dog in heat”, “Take away”, “4 my people”) e si trova anche a esplorare il territorio gospel (“Moving on”, ovvero la traccia nascosta in chiusura dell’album). Accanto a lei i soliti amici e qualche nuovo ingresso: si va da Redman e Method Man a Yolanda Adams, le Clark Sisters e le Mary Mary, passando da Timbaland, Ginuwine, Lil’ Mo, Ludacris, Busta Rhymes, Eve, Jay-Z e Da Brat.
Come dichiarato dalla stessa Elliott, negli anni la cultura hip-hop è passata dal realizzare dischi il cui messaggio è sintetizzabile in “ti odio”, ad altri il cui punto focale era “dammi i miei soldi”, fino a “mi faccio gli affari miei”. In particolare dal punto di vista femminile, le tematiche negli ultimi anni si sono fossilizzate sui contrasti con gli uomini, perciò lei ha preferito non allinearsi e parlare d’altro. “Miss E… so addictive” non avrà il gusto della sorpresa di “Supa dupa fly”, ma è di gran lunga migliore.

(Alessandra Zacchino)
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