X Factor 2020: molto fumo e un po' di arrosto

Dopo il flop dell’anno scorso, il talent ha proposto un cast migliore con regia e scenografie più a fuoco. Numeri leggermente migliori ma sempre la solita retorica dove tutto è fantastico. Ma quanti di questi cantanti ascoltereste fuori dallo schermo?
X Factor 2020: molto fumo e un po' di arrosto

Un buon arrosto da supermercato presentato come un piatto da ristorante stellato: questa, per me, è stata l'edizione 2020 di X Factor. 
Sky ha fatto un doppio salto mortale, per rimettere in pista il suo programma di punta: il primo per recuperare il flop dell'edizione 2019 (ascolti dimezzati e nessun cantante in top 10) e il secondo per le condizioni difficilissime di produzione dettate dalla pandemia.

Un lavoro enorme, va reso atto, che non solo ha fatto di necessità virtù: un'edizione piacevole e migliore di quella passata, con un lavoro più a fuoco sulle scenografie - tanto che nella finale non si è sentita la mancanza del mega-spettacolo e del pubblico urlante del Forum. Un lavoro che ha restituito un po' di immagine al programma. .
Ma di certo non è stata un'edizione "rivoluzionaria", né con la "musica al centro", come da slogan. Alla fine ha vinto Casadilego, una (bravina) cantautrice, ma tutto fuorché una novità. Quegli slogan sono il fumo del talent, che nella sua retorica esagerata non è cambiato: tutti sono sempre bravissimi , il "percorso" è sempre interessantissimo, l'attitudine "spacca" e il programma ha "dato modo ad ognuno di vestire il proprio sogno" (cit. Cattelan).
Anche nella finale questa retorica non ci è stata risparmiata: apertura con riassunto dei numeri (ovviamente "pazzeschi") di questa edizione. Ed era solo l'inizio, tra frasi dei giudici come "Non ho mai visto così tanto talento in una sola persona" (ma dai...). Cattelan, alla fine, ha pure rubato la scena alla vincitrice con annunciando l'addio allo show con un lungo monologo e un filmato iper-autoreferenziale.
X Factor rimane innanzitutto un programma TV in cui al centro c'è lo spettacolo, non la musica, ed è inevitabile che sia così. Quest'anno ha proposto alcuni ingredienti diversi - gli inediti fin dalla prima puntata, una nuova giuria, qualche modifica al regolamento e delle scenografie più a fuoco. Ma la "ciccia" rimane quella di sempre, seppure con un sapore migliore rispetto alle portate precedenti. La musica stellata è altrove...
Ecco, ingrediente per ingrediente, l'X Factor 2020.

(Ha collaborato all'articolo Daniela Cardini)

Lo spettacolo: un passo avanti e uno indietro.

Da un lato, la regia e la messa in scena quest’anno hanno saputo sfruttare al meglio le restrizioni dovute ai protocolli Covid: uno studio più piccolo e pochissimo pubblico, che ha reso bene anche in finale. I nuovi direttori artistici Laccio e Shake hanno creato una scenografia molto curata ed efficace dove l'effetto "wow" era sempre giustificato dalle singole performance e mai fine a se stesso. Il risultato è stato una serie di videoclip in diretta, valorizzati con attenzione dalla regia con l’uso del “cue pilot”, una tecnica tipica dell’Eurovision (il modello inarrivabile) ma anche da alcune edizioni di Sanremo, che permette di montare in diretta materiali e immagini pre-registrati.


Decisamente meno a fuoco la conduzione e la struttura narrativa. Cattelan è sempre sopra le righe, è il suo stile: lo avevamo lasciato che duettava con Robbie Williams nel 2019 e lo abbiamo ritrovato a ballare come Michael Jackson, o ad annunciare il suo rientro dopo la quarantena da Covid nientemeno che scegliendo lo slogan "It'so empty without me". Se era autoironico, non ce ne siamo accorti. Poi lo vediamo annunciare l'addio allo show con un un lungo monologo che si mangia tutto il finale. Invece Daniela Collu, che ha preso il suo posto durante l'assenza, ha svolto molto bene un ruolo difficilissimo, trovando subito una sua cifra, meno frenetica, misurata senza essere noiosa. Brava. 
Una cosa bella di X Factor è sempre stata la semplicità del regolamento: quest’anno la decisione di anticipare gli inediti alla prima puntata e di tornare alle cover alla seconda ha generato un po’ di confusione, tanto che sembrava di vedere  “Amici”, in alcuni momenti: il misterioso pongo-regolamento, marchio di fabbrica targato De Filippi. 

I cantanti: bene ma non benissimo

“La musica al centro” è stato lo slogan di X Factor 2020: lo stesso che sentiamo a Sanremo da diversi anni. Si sono letti commenti (anche di stimati colleghi) che parlavano di un cast di alto livello: sinceramente, sembrano visioni un po’ esagerate. Il cast era sicuramente migliore dell’anno scorso, ma era davvero difficile far peggio.  
È stata apprezzabile la volontà di fare scelte diverse per generi e stili, rispecchiando i cambiamenti del mondo della musica fuori dalla TV, ma alla fine ha vinto Casadilego, una voce molto tradizionale. 
Ma fatevi una domanda:

quanti dei 12 cantanti ascoltereste fuori da X Factor? La mia risposta: due su dodici. I Melancholia, e CmqMartina (che nel programma è stata penalizzata da un “percorso” che le ha un po’ tolto la dimensione elettro-pop a favore di cover anche abbastanza banali). Non male N.A.I.P. e i Little Pieces of Marmalade per quel tocco di follia che è perfetto per la TV, ma li rende più difficili da ascoltare fuori da quel contesto. Casadilego è stata penalizzata dalle scelte di Hell Raton, lontanissimo dal suo mondo. Il resto è molto già visto e già sentito.
X Factor rimane un programma TV fatto con la musica, che è funzionale allo spettacolo e non a se stessa: non ho visto grandi cambiamenti in questo senso.

Le canzoni: cover o inediti?

Il grande dilemma di X Factor. Le cover funzionano di più in TV, ma fuori hanno valore zero: sinceramente chi ha voglia di ascoltarsi “A case of you” nella versione di Casadilego quando puoi ascoltare quella di Joni Mitchell o di Prince? Forse la prima volta, poi se non la conosci vai dritto all'originale. Gli inediti invece hanno meno  impatto in TV ma servono ai cantanti per avere qualche speranza di funzionare fuori dal programma. 
X Factor ondeggia tra queste due scelte da anni: gli inediti diventati sempre più importanti, presentati sempre prima. Quest'anno sono stati presentati alla prima puntata e moltiplicati (“Amici” lo fa da anni...) e alternati alle cover. Ma anche qua non mi pare di avere sentito nulla di memorabile. “Cuore nero” di Blind (un pezzo pop perfetto per le piattaforme), e “Leon” dei Melancholia. "Vittoria", della vincitrice Casadilego, è una canzoncina davvero banale. 

I giudici: meglio sulla carta che in pratica

Teoricamente una bella giuria, in pratica non sempre. Agnelli ha alternato interessantiesternazioni a momenti in cui ha usato il linguaggio classico del talent (“percorso”, “attitudine”, etc). Mika ha fatto la parte del bravo-cattivo. Emma è parsa spesso a disagio, e ha finito per focalizzarsi a ribadire la propria onestà e schiettezza più che raccontare i suoi artisti. Hell Raton ha talento naturale per il video, ma non riesce ad uscire dal proprio mondo, come se il resto della musica non esistesse. È arrivato addirittura spiegare ad Agnelli (35 anni di esperienza nel settore) come funziona l'industria.
In generale, la tanto sbandierata chimica non è mai scattata, se non nell’unico momento in cui sono sembrati saltare i giochi e i copioni: i Melancholia eliminati a sorpresa nella 5° puntata, Agnelli incazzato con Mika e Hell Raton, e Emma che non sapeva dove guardare.

I numeri

Un miglioramento c'è stato, sia in quelli televisivi che in quelli delle canzoni, ma anche qua fare peggio dell’anno scorso era quasi impossibile. Lo share è risalito ma senza mai superare il 4% e l'audience non ha mai raggiunto il milione di spettatori - ovviamente la finale avrà numeri più alti perché va in chiaro, che andranno paragonati con il flop dell’anno scorso, dove aveva dimezzato gli ascolti rispetto al 2018.

La puntata più vista è stata la 5°, con 941mila spettatori medi: è quella dove lo spettacolo è stato più teso, i giudici hanno litigato di più e sono stati eliminati i due nomi musicalmente più interessanti: i Melancholia e CmqMartina. Lo spettacolo vince sempre sulla musica.
Sul versante discografico, l’anno scorso fu un disastro: nessuna canzone mai in top 10 e la vincitirice arrivata solo al 26° posto. X Factor ha sparigliato facendo ascoltare e pubblicando gli inediti alla prima puntata, ma uno solo ha funzionato: Blind, arrivato alla 2° posizione, e poi progressivamente sceso al fondo della top 20 (la scorsa settimana era 18°). La compilation X Factor Mixtape è arrivata al 5° posto e poi si è stabilizzata al fondo della top 10. Non molto bene le altre canzoni: qualche risultato solo per Casadilego (ha esordito al 14°, posto però l’ultima settimana era crollata al 93°) e Melancholia, in top 20° con il primo inedito ma solo al 45° con il secondo; nessun altro inedito dopo il primo è entrato in classifica.
I Melancholia hanno pubblicato al volo un album dopo l’eliminazione, e oggi (venerdì 11) vedremo com’è andato con l'uscita della nuova classifica. Così come bisognerà attendere la prossima settimana per vedere che spinta darà la finale alle canzoni, soprattutto a "Vittoria" di Casadilego.

In conclusione: ripensare i talent

X Factor ha saputo recuperare almeno una parte del suo fascino. Si è tornati a parlarne  e a discuterne e complessivamente è stato più divertente da vedere dell’anno scorso. Ma abbiamo visto sempre le stesse storie, lo stesso linguaggio. Non è tutta colpa di X Factor: è il talent in generale ad essere, da anni, su un piano inclinato: siamo saturi ed è sempre più difficile stupirci e intrattenerci con questo genere.
Ma pensate a cosa ha fatto The Voice Senior, sorprendente anche rispetto al brand da cui deriva: quasi tutti i cantanti hanno voci molto belle (decisamente meglio dei "talenti" di X Factor) e il cuore del programma è fatto dalle storie dei concorrenti, dalla loro voglia di prendersi una rivincita sulla vita, di togliersi una soddisfazione, di seguire una passione accantonata per decenni.

.Nessun "percorso", nessuna attitudine, nessun "mi sei arrivato": solo vita, raccontata e cantata bene.
È probabile che buona parte delle idee di quest'anno di X Factor verranno confermate, così come la giuria. Sarà interessante invece vedere chi prenderà il posto di Cattelan e il tipo di effetto che avrà sullo show. Ma, in generale, che sia finalmente arrivato il momento di ripensare davvero non solo X Factor, ma il modello dei talent a cui appartiene?

 

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