"Pleased to meet you": incontri con le star. Steven Tyler

Faccia a faccia con i grandi del pop e del rock: i ricordi di Massimo Cotto
"Pleased to meet you": incontri con le star. Steven Tyler

“La nostra filosofia è piuttsoto semplice: dare calci nel culo e lasciare l’impronta della scarpa.” Così parlò Steven Tyler nel 1998, in tutta la sua franchezza di voce e portavoce di un gruppo brutto, sporco e cattivo solo in apparenza, secondo i dettami del metallo pesante, dove tutto è travestimento e niente fa male davvero.
“Abbiamo un rapporto splendido, anche se detesto la sua pessima abitudine di rubarmi i jeans: sono orgoglioso di dire che portiamo la stessa taglia. Spero solo che Liv non commetta gli stessi errori miei e si tenga lontana dalla droga. Un idiota per famiglia è sufficiente, inutile alzare la media.” Così parlò Steven Tyler, in tutta la sua franchezza di padre della Liv attrice che balla da sola ma sempre con la musica di papà. E aggiunse: “Che i miei fan si tranquillizzino. Non accetterò le offerte di Hollywood. Mi mandano sempre gli stessi copioni: devo tingermi i capelli di verde e vestire i panni dello psicopatico o dell’assassino. Troppo facile”.
Che tipo, Steven. Infanzia turbolenta a dir poco: a nove mesi ingoia una moneta, rischia la vita ma se la cava – oggi quel penny è nell’album di famiglia; pochi anni dopo, evidentemente ancora affamato, mangia una tazzina di fòrmica e viene nuovamente ricoverato in ospedale. Al quarto anno di scuola elementare litiga con un compagno e lo insegue con un vetro rotto; prima che lo raggiunga, viene catturato dal preside che lo sospende. I genitori lo mandano in una scuola per bambini con problemi comportamentali. Al liceo è emarginato dai compagni che lo chiamano “labbra da negro” e si fa espellere per possesso di marijuana.
Per fortuna, come nelle favole, arriva il rock sotto forma di Aerosmith, perfetto anello di congiunzione tra l’asprezza di certa musica di settore degli anni Settanta e il virus del metallo che ha contagiato il decennio successivo.
Gli chiedo come vorrebbe essere ricordato.
Lui si tocca e poi dice: “Come un albero di Natale”.
“Prego?”
“Sì, come un albero di Natale che manda il suo profumo e che se tu lo senti in qualsiasi stagione dell’anno ti fa venire in mente dicembre e le feste. Vorrei che la gente ascoltasse anche fra trent’anni le canzoni degli Aerosmith e tornasse indietro di colpo alla sua giovinezza".

(Leggi le puntate precedenti: Nick Cave, Shakira, Rita Marley, Fabrizio De André, Vinicio Capossela, Robert Plant, Nico, Pupo, James Brown, Yoko Ono)

Il testo qui sopra è tratto, per gentile concessione dell'editore e dell'autore, da "Pleased to meet you - Spigolature pop", il libro di Massimo Cotto pubblicato da VoloLibero, che presenta "duecento artisti ritratti con un flash, con uno scatto rubato".

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