"Pleased to meet you": incontri con le star. Vinicio Capossela

Faccia a faccia con i grandi del pop e del rock: i ricordi di Massimo Cotto

"Pleased to meet you": incontri con le star. Vinicio Capossela

Con Vinicio Capossela sono finito in una tormenta di neve. Dovevamo partire con lui e Guido Harari per Varsavia. Con fatica riuscimmo a raggiungere l’aeroporto di Orio al Serio, ma una volta arrivati scoprimmo che tutti i voli erano stati cancellati.
Finimmo in un’improbabile trattoria di Bergamo bassa. Si mangiava da schifo ma il vino era buono e chiudeva solo quando faceva alba. L’ideale per Vinicio. Non c’era pianoforte, ma cominciammo comunque a cantare. Incredibile a dirsi, nessuno lo riconobbe o, se questo accadde, nessuno lo diede a vedere. Strana gente, quella di Bergamo. Alle cinque del mattino nemmeno ricordavamo che fuori c’era la tormenta. E dovevamo ancora raggiungere Milano, dove entrambi abitavamo.
Un annetto fa ho rivisto Guido Harari e abbiamo riso a lungo perché conserviamo ricordi diversi di quella sera. I casi sono due: o ha ragione Julian Barnes quando dice che il ricordo è la somma di evento più tempo trascorso oppure avevamo veramente bevuto troppo, quella sera a Bergamo. O era Milano?
Ricordo viaggi bellissimi nel Sud d’Italia, con Vinicio. Quando incontrava una persona curiosa, cercava di avvicinarla, di stanarla, di conoscerla. Ne parlava per giorni interi, poi la metteva nel cassetto.
Tempo dopo me la ritrovavo in una canzone, naturalmente trasfigurata, perché anche la fantasia ha i suoi diritti. A Catania, il luogo che l’artista aveva in mente quando ha composto "Camera a sud", si fece accompagnare da un barbiere e pretese che Guido Harari realizzasse lì il servizio fotografico, mentre veniva servito di barba e capelli. Noi eravamo scettici, poi fu Vinicio a fugare con le sue parole l’ultimo dubbio:
“Qui al Sud il barbiere è importante quanto il sindaco e il prete. I primi rudimenti musicali li apprendi da lui. Ricordo Mastro Sentimento, che faceva da sarto e barbiere sugli altipiani dell’Irpinia, nei pressi di una tribù nomade chiamata Kuta Kuta (composta da grandi mangiatori di gallinacci, da cui il nome: kuta kuta era il suono che emettevano per chiamare le bestie). Mastro Sentimento l’ho inserito ne 'Il veglione'. I miei personaggi nascono così”.

(Leggi le puntate precedenti: Nick Cave, Shakira, Rita Marley, Fabrizio De André)


Il testo qui sopra è tratto, per gentile concessione dell'editore e dell'autore, da "Pleased to meet you - Spigolature pop", il libro di Massimo Cotto pubblicato da VoloLibero, che presenta "duecento artisti ritratti con un flash, con uno scatto rubato".

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9 ago
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