Jerry Lee Lewis

Jerry Lee Lewis


Jerry Lee Lewis nasce il 29 settembre del 1935 a Ferriday, in Louisiana. Giovanissimo, mostra subito spiccate attitudini musicali: i genitori, di umili origini, gli pagano le lezioni di pianoforte…

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Jerry Lee Lewis nasce il 29 settembre del 1935 a Ferriday, in Louisiana. Giovanissimo, mostra subito spiccate attitudini musicali: i genitori, di umili origini, gli pagano le lezioni di pianoforte (che frequenta con i due cugini: uno dei quali, Jimmy Swaggart, diventa un notissimo esponente della destra religiosa americana) e ipotecano la casa per comprargli uno strumento di seconda mano. La sua prima esibizione pubblica ha luogo nel 1949 a Nachez, nel corso di un’esposizione di automobili. Il giovane e turbolento Jerry, tuttavia, non è precoce solo in campo musicale: a sedici anni sposa la figlia di un predicatore fondamentalista, Dorothy Barton, e l’anno dopo diventa bigamo unendosi in un matrimonio “riparatore” a Jane Mitcham, madre del suo primo figlio Jerry Lee Lewis Jr. Nel 1956 si presenta per un’audizione alla Sun Records di Memphis, dove Sam Phillips gli fa incidere i primi 45 giri. Il debutto, “Crazy arms”, ottiene discreta attenzione a livello locale ma è al secondo tentativo, con “Whole lotta shakin’ goin’ on”, che fa il botto imponendosi all’attenzione nazionale con il suo stile vocale e pianistico indemoniato: nonostante il boicottaggio delle radio dovuto alle esplicite allusioni sessuali contenute nel testo della canzone, il disco vende oltre sei milioni di copie facendo immediatamente di Lewis una star del nascente rock’n’roll. Con gli altri giovani leoni della Sun, Elvis Presley e Carl Perkins, si ritrova in studio per una serie di session estemporanee che alimenteranno in seguito la leggenda del cosiddetto “Million dollar quartet” (il quarto componente della banda, Johnny Cash, è momentaneamente assente). I singoli successivi, “Great balls of fire” e “Breathless”, riscuotono enorme successo anche in Gran Bretagna, e dal vivo Lewis consolida la sua fama di “Killer” (il suo soprannome) con esibizioni travolgenti e spettacolari. Il contrappasso, tuttavia, è dietro l’angolo: l’irrequieto Jerry, ancora legato da vincolo matrimoniale alla Mitcham, si unisce segretamente in nozze alla cugina tredicenne (e figlia del suo bassista) Myra Gale Brown. Quando si reca in Inghilterra per un tour facendosi accompagnare dalla giovanissima neomoglie, lo scandalo esplode sui giornali e lo travolge: l’artista è costretto a cancellare i concerti e a fare precipitosamente ritorno in patria. “High school confidential”, tratta da un film (“Jamboree”) in cui Lewis figura anche come attore, ottiene ancora un discreto riscontro di vendite ma Jerry è ormai un artista “bruciato”, costretto a lasciarsi alle spalle, dopo un solo anno, il suo momento di gloria. Si apre, per lui, un periodo difficile e travagliato sul piano artistico e personale: Steve Allen, il secondo figlio avuto da Myra, muore tragicamente a tre anni annegando nella piscina di casa, e le stressanti tournée a cui Lewis continua a sottoporsi presentano il conto inducendo il cantante a una forte dipendenza dall’alcol e dai farmaci. Nel settembre del 1963 si consuma anche il suo divorzio dalla Sun: Lewis passa alla Smash, una sussidiaria della Mercury, e reincide per la nuova etichetta i suoi vecchi successi nell’LP THE GOLDEN HITS OF JERRY LEE LEWIS. Gli anni seguenti non fruttano hit memorabili e nel 1968 Lewis decide di lasciare (temporaneamente) il rock’n’roll per darsi alla musica country. La mossa si rivela azzeccata e segna la sua resurrezione: “Another place, another time” raggiunge il numero uno delle chart specializzate, subito bissata da “What made Milwaukee famous” e da “To make love sweeter for you”. Nel settembre del 1969 sale sul palco del “Rock’n’roll revival concert” che a Toronto segna l’esordio dal vivo della Plastic Ono Band di John Lennon e Yoko Ono (sono in cartellone anche Chuck Berry, Little Richard, Bo Diddley e Gene Vincent), ma l’anno dopo deve incassare un altro brutto colpo, la richiesta di divorzio da parte di Myra. Passano poco più di dodici mesi e Jerry è pronto a risposarsi una quarta volta, stavolta con la ventinovenne Jaren Elizabeth Gunn Pate (anche lei, come il primo figlio, morirà annegata in una piscina). Nel 1972, dopo la buona accoglienza riservata alla sua versione della celebre “Me and Bobby McGee” di Kris Kristofferson, torna al rock’n’roll incidendo una cover di “Chantilly lace” di Big Bopper; l’anno dopo una collezione di classici reincisi a Londra in compagnia di musicisti come Alvin Lee (Ten Years After), Peter Frampton e Rory Gallagher, THE SESSIONS, diventa il suo album di maggior successo fino a quel momento. Ma altri drammi sono all’orizzonte: il 13 novembre del ’73 il primogenito Jerry Lee Jr., che è anche il batterista della sua band, muore in un incidente automobilistico a soli 19 anni; tre anni dopo Lewis ferisce involontariamente al petto il suo bassista Norman Owens (che lo citerà in giudizio) mentre gioca con una pistola carica, successivamente viene arrestato per guida in stato di ubriachezza e uso di armi da fuoco. Litiga pesantemente, in tribunale, anche con la sua nuova casa discografica, la Elektra, e nel giugno del 1981 è ricoverato per una grave forma di ulcera allo stomaco: imperterrito, nel giro di pochi mesi è di nuovo on the road, fresco di un nuovo contratto con la MCA che gli procura subito un nuovo successo nelle charts country, “Thirty nine and holding”. Nel giugno del 1982 arriva il quinto matrimonio, con Shawn Michelle Stevens. Anche lei però farà una brutta fine: overdose di metadone, dicono i documenti ufficiali, anche se un famoso articolo pubblicato sul Rolling Stone a firma del premio Pulitzer Richard Ben Cramer solleverà dubbi sull’estraneità del marito nel tragico episodio. Lewis, tetragono alle accuse,, si risposerà una sesta volta nel 1984: lui ha quasi 49 anni, la neosposa, Kerrie McCarver, 22. Nel 1986 viene introdotto nella Rock’N’Roll Hall of Fame, mentre due anni dopo a rinfrescare la memoria del pubblico provvede il film biografico “Great balls of fire” interpretato da Dennis Quaid (e per cui Lewis cura la colonna sonora). Esaurita anche questa tardiva ondata di popolarità, gli anni ‘90 lo vedono scivolare progressivamente nel limbo e ridurre fisiologicamente l’attività. Nel 2006 tuttavia il suo nome torna prepotentemente alla ribalta grazie a un’operazione discografica di grande profilo: un album di duetti, LAST MAN STANDING, a cui partecipano superstar come Bruce Springsteen, Mick Jagger, Keith Richards, Neil Young, Eric Clapton, Jimmy Page, Ringo Starr, Rod Stewart, Robbie Robertson, John Fogerty, B.B. King, Buddy Guy, e Kris Kristofferson.
Dopo quattro anni Lewis ritorna con un altro album di duetti, MEAN OLD MAN, che vede la presenza tra gli altri di Eric Clapton, Merle Haggard, John Fogerty e Kid Rock.
Discografia Essenziale
CLASSIC 1989 Bear Family (box set)
LIVE AT THE STAR CLUB HAMBURG 1989 Bear Family
THE MERCURY YEARS VOL.1/2/3 1989 Mercury
THE GREATEST LIVE SHOWS ON EARTH 1991 Bear Family
ALL KILLER NO FILLER 1993 Rhino (antologia)
THE LOCUST YEARS 1994 Bear Family (box set)
THE SURVIVORS 1995 Razor & Tie. Con Johnny Cash e Carl Perkins
YOUNG BLOOD 1995 Sire
CLASS OF ’55 1998 Spectrum. Con Carl Perkins, Roy Orbison e Johnny Cash
MERCURY SMASHES… 2000 Bear Family (box set)
SINGS THE COUNTRY MUSIC HALL OF FAME 2002 BGO (antologia)
THE LONDON SESSION WITH GREAT GUEST ARTISTS 2003 Lemon/Cherry Red (ristampa di THE SESSIONS)
LAST MAN STANDING-THE DUETS 2006 Shangri-La/edel
MEAN OLD MAN 2010 Shangri-La

(04 nov 2010)

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