«THE DARK STUFF - SCRITTI SUL ROCK - Nick Kent» la recensione di Rockol

Nick Kent - THE DARK STUFF - SCRITTI SUL ROCK - la recensione

Recensione del 07 gen 2013

La recensione

“In tutta la mia carriera di giornalista musicale mi sono trovato spesso nell’orbita di alcuni dei talenti più disadattati del tardo ventesimo secolo”. Lo scrive l’autore, Nick Kent, firma storica del giornalismo musicale britannico, a sua volta protagonista in prima persona di una stagione di eccessi - come molti, anzi quasi tutti, gli artisti che ritrae in questa raccolta di scritti già pubblicati su giornali specializzati, qui “remixati” e selezionati con un taglio preciso: i dropouts, le schegge impazzite, i decadenti, gli autodistruttivi... L’elenco è fitto di grandi nomi: Brian Wilson e Jerry Lee Lewis, Roky Erickson e Syd Barrett, Brian Jones e i New York Dolls, Kurt Cobain e Shane MacGowan eccetera eccetera: ventidue in tutto, una sorta di Gotha di “beautiful losers”, per rubare la felice espressione a Leonard Cohen. Il pregio di Kent è di non prendere posizione, come dire, “etica”: racconta con una certa quale impassibilità gli eccessi e gli stravizi, le overdose e le siringhe, gli spari e le coltellate, le violenze e le rovinose cadute nella polvere di persone alle quali in qualche modo si sente affine, senza mitizzarle e senza giudicarle, senza ammirazione e senza pietà. Esemplare, in questo senso, la chiusa dello scritto su Sid Vicious: “A vent’anni tutti e due - Sid e Nancy - si erano devastati al di là di ogni immaginazione. Lasciamoli marcire”.
Una lettura quasi sempre interessante, fitta di informazioni e di aneddoti, di testimonianze di prima mano e di dettagli poco noti: per gli appassionati di storia del rock, un’esperienza da raccomandare; anche la traduzione, graziaddìo, è più che accettabile.
(fz)
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