«NATA DI LUNA BUONA - Iva Zanicchi» la recensione di Rockol

Iva Zanicchi - NATA DI LUNA BUONA - la recensione

Recensione del 21 feb 2020

La recensione

Nel suo primo libro, “Polenta di castagne”, uscito nel 2002 per Mondadori, Iva Zanicchi raccontava la storia di se stessa e della sua famiglia, fermandosi al 1963, cioè agli inizi della sua carriera di cantante.

In “Nata di luna buona” l’autrice, assistita dall’editor Catia Spagnolo, riprende in parte ciò che aveva già narrato in “Polenta di castagne”, rievocando con affetto e nostalgia l’infanzia a Vaglie di Ligonchio, sull’Appennino toscoemiliano. E le storie e i personaggi che mette in pagina non sono così dissimili da quelli che Francesco Guccini ha ricordato nel suo recente “Tralummescuro”, come non è dissimile il sentimento che traspare dalle piccole cronache di vita quotidiana: quello di un rimpianto per la vita semplice e faticosa, ma in fondo serena, in un borgo di mezza montagna (985 metri sul livello del mare) negli anni intorno al 1940.

Le prime 130 pagine del libro sono centrate su questo tema. Nelle quasi 200 successive, la Zanicchi ripercorre gli anni della sua attività nel mondo dello spettacolo. E qui, purtroppo, le aspettative del lettore sono soddisfatte solo parzialmente; perché certo, non mancano gli aneddoti curiosi e i dettagli interessanti, per un appassionato di storia della canzone italiana, ma la sensazione è che si sarebbe potuto approfondire, scavare, scendere nei particolari – in fondo, Iva Zanicchi è stata una delle figure più presenti della scena musicale degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, prima di lasciare (provvisoriamente) la canzone per dedicarsi all’attività di conduttrice televisiva. E invece quei quasi trent’anni sono ripercorsi un po’ per sommi capi, il che lascia deluso chi, come me, si aspettava di sentirsi portato dietro le quinte dell’industria discografica e di essere messo al corrente di un’aneddotica che sicuramente la Zanicchi, con la sua proverbiale franchezza, avrebbe potuto rendere gustosissima. E la sensazione, terminata la lettura, è quella di un’occasione un po’ sprecata.

Franco Zanetti

 

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