«SOUL TO SOUL - Alberto Castelli» la recensione di Rockol

Alberto Castelli - SOUL TO SOUL - la recensione

Recensione del 18 feb 2020

La recensione

Questo libro è pericoloso.

Per darvi l’idea di quanto sia pericoloso, vi dico solo che personalmente, e lo confesso con un po’ di vergogna, non sono mai stato né un appassionato né un semplice curioso di black music (che volete farci, sono cresciuto con altre influenze); eppure mentre lo leggevo mi sentivo quasi irresistibilmente attratto dalla curiosità di ascoltare le canzoni di cui si parla nelle pagine di “Soul to soul”, e non l’ho fatto solo perché stavo leggendo il libro immerso nella vasca da bagno e temevo che smanettando su YouTube il cellulare mi cadesse in acqua.

Ora, se non volete correre il mio stesso rischio – quello di innamorarvi di un mondo musicale che magari non avete mai frequentato, non quello che il cellulare vi cada nella vasca da bagno – non leggete questo libro.

Perché Alberto Castelli – che personalmente non conosco, non pensiate che stia facendo i complimenti a un amico - è un trascinatore, un apostolo e un messia della musica nera, e la racconta con una competenza e un sentimento assolutamente contagiosi. E pur mettendo in fila centinaia di nomi e di titoli, pur raccontando decine e decine di storie, lo fa senza mai annoiare, con un linguaggio, come posso dire, molto radiofonico, coinvolgente ed entusiasta e caloroso ed emozionante (e ho finito i sinonimi, ma ci siamo capiti), come se cercasse di portare il lettore/ascoltatore dentro una storia avvincente nella quale si muovono da protagonisti Al Green e Michael Jackson, Bob Marley e Anita Baker, Quincy Jones e Otis Redding e centinaia di altri musicisti dei quali Castelli conosce a menadito vita e opere e ce le fa conoscere senza farci pesare la sua enorme preparazione.

Ecco, questo volevo dirvi. State lontani da questo libro, se non volete ammalarvi di soul.

Franco Zanetti

 

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