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«OPTIMIST - Finneas» la recensione di Rockol

Il disco del fratello di Billie Eilish è un disco di Billie Eilish cantato da una voce maschile

Con "Optimist", il suo album d'esordio, Finneas - il genietto del pop che dopo i successi con la sorella ha prodotto Bieber, Girl in Red e altri - prova a prendersi i suoi spazi. Difficile ascoltarlo senza pensare insistentemente a Billie: la recensione.

Recensione del 19 ott 2021 a cura di Mattia Marzi

Voto 6,5/10

La recensione

Sua sorella è Billie Eilish, volto ed emblema del nuovo pop internazionale che con l’album “When we all fall asleep, where do we go?” nel 2019 ha inaugurato un’altra era del genere.

Dietro il successo di quel disco – e anche a quello successivo, “Happier than ever”, uscito quest’estate – non c’erano solo il talento sbalorditivo e la personalità naïf di Billie, ma anche i suoi guizzi e i suoi colpi di genio. Suoi di Finneas, s’intende. In fondo, la meravigliosa favola della sedicenne partita dalla sua cameretta e finita in una manciata di mesi in cima alle classifiche mondiali partì da una canzone, “Ocean eyes”, che lui – più grande di lei di quattro anni – aveva scritto per la sua band, gli Slightlys, prima di cederla alla sorellina, intuendone il potenziale. Il .24enne musicista losangelino, 8 Grammy Awards vinti con i lavori fatti con la sorella (i più recenti sono quelli vinti all’inizio di quest’anno per “Everything I want” come Record of the Year e “No time to die”, la canzone ufficiale dell’ultimo film di James Bond, come Best Song Written For Visual), prova a prendersi i suoi spazi. E lo fa pubblicando un disco da cantautore, questo “Optimist”, in cui si fa praticamente in otto: scrive, canta, produce, suona le chitarre, suona il pianoforte, suona i sintetizzatori, suona il basso, suona le percussioni.

L'inevitabile confronto con Billie. E con sé stesso

Difficile ascoltarlo senza pensare insistentemente a Billie. Vuoi perché suona effettivamente come un disco di Billie Eilish, ma cantato da una voce maschile (e – bisogna dare a Finneas quel che è di Finneas, ma anche a Billie quel che è di Billie – non così empatica e coinvolgente come quella che ha permesso alle canzoni di “When we all fall asleep, where do we go?” e “Happier than ever” di diventare qualcosa di più che buone canzoni pop), ma anche perché in più di un passaggio i brani somigliano fin troppo a quelli che Finneas ha firmato per la sorella. “Happy now?”, ad esempio, suona come una demo di “Billie Bossa Nova”, l’esperimento latino di “Happier than ever” (che pure ad alcuni aveva ricordato fin troppo “Havana” di Camila Cabello). In “What they’ll say about us”, il primo singolo estratto dal disco, il crescendo emotivo richiama quello di “I love you”, la ballatona che chiudeva “When we all fall asleep, where do we go?”. Autocitazioni? Forse.

Tra rock e acustica

Convincono di più i pezzi in cui Finneas si allontana dall’universo sonoro di riferimento dei dischi scritti e prodotti per Billie. Come “A concert six months from now”, che parte come una canzone di Bon Iver o dei Fleet Foxes – a proposito: quello del testo è un concerto dei Fleet Foxes all’Hollywood Bowl al quale Finneas sarebbe dovuto andare insieme alla sua fidanzata - e poi, quando entrano i chitarroni, si trasforma in una canzone dei Nickelback o di un’altra rock band della scena americana dei primi anni Duemila. “Around my neck”, tra basso funky e sintetizzatori, ricorda il Prince di “Kiss”: comunque roba già sentita.

Genietto del pop

Avrebbe potuto accontentarsi dello status di genietto del pop di nuova scuola, quello che, dopo il successo del sound di “Wish you were gay”, “Bad guy” e “Ilomilo” ha conquistato negli ultimi due anni producendo Justin Bieber, Demi Lovato, Selena Gomez, Camila Cabello, Celeste, Kid Cudi, Girl in Red. Invece Finneas vuole evidentemente di più. “Optimist” di per sé non è un brutto album. Ma per fare il salto al quale ambisce lui servono idee che gli permettano di evitare il paragone fin troppo ingombrante con Billie. E con sé stesso. Per trovare così la sua vera strada.

TRACKLIST

03. Happy Now? (02:52)
04. Only A Lifetime (04:16)
05. The 90s (03:23)
06. Love is Pain (03:44)
07. Peaches Etude (02:15)
08. Hurt Locker (03:26)
09. Medieval (02:51)
11. Around My Neck (02:55)
13. How It Ends (04:37)
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