«BACK OF MY MIND - H.E.R.» la recensione di Rockol

“Back on my mind”, il vero primo disco di H.E.R.

La 23enne californiana mette tutta sé stessa in questo disco. Molte featuring e producer di grido, ma alla fine è solo lei a fare la differenza. Se fosse stato più corto, sarebbe stato un gioiellino.

Recensione del 22 giu 2021 a cura di Michele Boroni

Voto 7,5/10

La recensione

Questa prima metà del 2021 è stata densa di piacevoli sorprese per Gabriella Wilson da San Francisco, in arte H.

E.R.: a febbraio ha partecipato al Super Bowl con una brillante esibizione di “America the beautiful”, a marzo ha vinto un Grammy per "I Can't Breathe", la sua straziante canzone di protesta scritta in risposta all'omicidio di George Floyd e ad aprile un Oscar per "Fight for You", il suo contributo al film “Judas and the Black Messiah”. Un paio di settimane fa è uscito uno special (“Prime Day Show”) per Amazon Prime Video e in questi giorni esce “Back of my mind” quello che è, in tutto e per tutto, il suo primo vero disco - quello che un tempo si chiamava album - dopo cinque ep e due raccolte. .

H.E.R. contiene multitudini (pure troppo)

H.

E.R è una straordinaria cantante, pianista e chitarrista sopraffina, rispettosa delle tradizioni della black music (Prince e Marvin Gaye su tutti, come pure il jazz), ma anche immersa nel suono di oggi (trap inclusa), con la voglia di raccontare le tensioni culturali e sociali (Black Lives Matter, women empowrment) come pure le storielle di amorazzi di chi non ha ancora compiuto 24 anni, tra la voglia di stare nascosta dietro gli occhiali da sole e quella di mostrarsi per quella che è, tra il desiderio di fare le proprie scelte artistiche dopo anni di gavetta, come pure farsi guidare da certe bislacche decisioni della discografia contemporanea. .
Ecco, “Back on my mind” è tutto questo e molto di più. Si tratta di un disco che contiene 21 canzoni per 1 ora e venti di musica, diciamolo subito, non tutto sullo stesso livello qualitativo. 
Ed è un peccato, perché per chi ancora crede nella forza di un'opera discografica costruita con criteri anche artistici e non solo puramente mercantili, capisce che questo “Back on my mind” con 7-8 canzoni in meno sarebbe stato un discone. Però sembra sia stato realizzato da discografici con il foglio excel sempre aperto e il poster di Drake in ufficio (del resto dietro al banco di produzione c'è il fido del rapper canadese Hit Boy e il producer di Rihanna Will Made It).

Un disco diviso a metà

Insomma, qua dentro c'è tutta la H.

E.R. che potete immaginare, ma qui preferiamo isolare gli episodi più interessanti. Nel singolo “Damage” utilizza con stile un Herp Albert prodotto da Jimmy Jam e da Terry Lewis (“Making love in the rain”) trasformandolo in un pezzo anni 80 stile Sade,  mentre in “Cheat Code” tributa omaggio a Lauryn Hill interpolando un pezzo minore (“The sweetest child”) che incise in una colonna sonora negli anni 90: un confronto rischioso, ma che H.E.R. supera a pieni voti. Tutta la prima parte del disco scorre molto bene, anche alcuni featuring come quello con Cordae in “Trauma” e ovviamente l'accopppiata con Thundercat (prodotto da Kaytranada) dove viene fuori il lato Marvin Gaye di H.E.R.: il bel groove di “Bloody waters” ricorda infatti da vicino “Inner City Blues” - e del resto anche la canzone vincitrice dell'Oscar sembrava uscita da “I Want you”. Lo stesso non possiamo dire sull'inutile e dannoso “Find a way” con lo stridulo Lil Baby e pure “Paradise” con Yung Blue. .
La seconda parte invece sembra mettere il freno a mano:  "Process", "My Own", "Lucky", sembrano tutti una lunga canzone un po' lamentosa che abbiamo ascoltato anni fa nel primo EP di H.E.R., e quindi anche una bella ballad old style come “For Anyone” rischia di passare inosservata. 
Manca forse l'impronta chitarristica che invece H.E.R. mostra con un certo orgoglio nelle sue esibizioni live: per fortuna in “Don't” l'assolo principesco si lega molto bene con i fiati. 
Per quanto riguarda i testi, abbondano qui le storie di amori infelici e tradimenti, mentre le canzoni socialmente impegnate vengono messe da parte (solo “Bloody Waters” è la buona eccezione). 
Si finisce faticosamente l'ascolto del disco con la feat. dell'insopportabile Dj Khaled e con “Slide” (singolo del 2019, ma perchè?!)  con un po' di amaro in bocca, ma con la conferma che siamo di fronte a una grande artista che forse andrebbe gestita meglio. 

Canzone da playlist  

Il disco si apre con il nuovo singolo “We made it”, forse la canzone più innovativa di tutto il lavoro che si apre con una sorta di drum'n'bass rallentatissimo e finisce con un potente solo di chitarra. Anche il testo racconta di chi ce la sta facendo: "E' stato un lungo viaggio e non riesco proprio a crederci / non posso credere che ce l'abbiamo fatta”.

TRACKLIST

01. We Made It (05:14)
02. Back of My Mind (feat. Ty Dolla $ign) (03:41)
03. Trauma (feat. Cordae) (04:31)
04. Damage (03:47)
05. Find A Way (feat. Lil Baby) (03:17)
06. Bloody Waters (04:20)
07. Closer To Me (04:06)
08. Come Through (feat. Chris Brown) (03:34)
09. My Own (03:39)
10. Lucky (03:03)
11. Cheat Code (03:11)
12. Mean It (03:17)
13. Paradise (feat. Yung Bleu) (02:37)
14. Process (03:54)
15. Hold On (03:22)
16. Don't (04:01)
17. Exhausted (03:29)
18. Hard To Love (04:02)
19. For Anyone (03:54)
20. I Can Have It All (feat. DJ Khaled & Bryson Tiller) (04:23)
21. Slide (feat. YG) (03:56)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.