«THE SOUL CAGES (EXPANDED EDITION) - Sting» la recensione di Rockol

Le "Soul cages" di Sting, 30 anni dopo

A sopresa, esce solo in digitale un'edizione espansa del terzo album solista dell'ex-Police, originariamente pubblicato nel gennaio 1991

Recensione del 19 gen 2021 a cura di Gianni Sibilla

Voto 6,5/10

La recensione

La discografia solista di Sting segue percorsi non proprio lineari, ormai da molti anni: oltre agli album di studio "normali", si sono aggiunte operazioni "colte" di ricerca su musica antica (le uscite per la Deutsche Grammophone), rielaborazioni dal vivo in acustico e per orchestra, album con canzoni per musical, collaborazioni.

  Per dire: "57th & 9th" del 2016 fu il primo lavoro "normale" a ben 13 anni da "Sacred Love". Poi si è tornati a strane scelte: un disco con Shaggy, un best of per metà reinciso. E un disco di duetti, in parte già editi, previsto per lo scorso autunno rimandato a primavera. Per rimanere in tema di percorsi discografici poco lineari, eccone un altro: una ristampa espansa di "The Soul Cages", uscito giusto 30 anni fa, nel gennaio 1991. "Ristampa", però, non è la parola giusta: è uscito solo in digitale, per di più a sopresa.

"The Soul Cages", 30 anni dopo

Fu il terzo disco solista di Sting, dopo "The Dream of the Blue Turtles" dell'85 e dopo il doppio, ambizioso "...Nothing Like the Sun" dell'87, che giocava con diversi generi e produsse singoli di successo come "Fragile" ed "Englishman in New York". In mezzo, l'altrettanto ambizioso live dell'86 "Bring on the night", che documentò il tour dell'85: per quello che mi riguarda, rimane la sua migliore prova solista. Una strepitosa band jazz, riletture da brivido con lunghe improvvisazioni. Un capolavoro.

Pubblicare un nuovo album dopo un periodo del genere non fu facile: "The soul cages" arrivò 3 anni e mezzo dopo il suo predecessore. E cambiò di nuovo le carte in tavola, con un suono complesso e più cupo, testi influenzati dalla morte del padre.  Si trovano il rock  ("The Soul Cages"), il pop-rock classico ("All this time") e un accenno di blues-jazz ("Jeremiah Blues (Part 1)"). Ma a dominare sono canzoni spesso lunghe ("The Wild Wild Sea",  "When The Angels Fall") con strumentazione tra archi ("Mad about you") e influenze etniche, come "Island of souls" e "Why Should I Cry For You?". Un album che ha anticipato alcune delle direzioni della carriera successiva di Sting.

La "ristampa" digitale

Questa "Expanded edition" aggiunge 13 canzoni.  In realtà sono di meno: ci sono ben 4 versioni di "Mad about you", compresa quella cantata in Italiano - anche se è curiosamente assente "Muoio per te", la versione con Zucchero pubblicata al tempo come singolo. Ci sono alcuni edit e  cover: "Come down in time" di Elton John, al tempo incisa per per un album tributo, "Tempted" degli Squeeze, "Ne me quitte pas", un paio di b-side.
Nulla di inedito, nessuna demo o outtake, nulla di davvero imperdibile.

Peccato per esempio per l'assenza dell'EP acustico dello stesso anno, le cui canzoni vennero anche pubblicate anche su CD singolo: conteneva una bella cover di "Ain't No Sunshine" di Bill Withers. 8 al disco, 5 alla ristampa.

La canzone

"Why should I Cry for you", presente anche in una versione estesa, che unisce le diverse anime del disco, con coloriture etniche, un bel lavoro di chitarra (fu il primo disco con Dominic Miller, tuttora anima della sua band) e una bella melodia. Una delle canzoni più belle del primo Sting solista.

 

TRACKLIST

01. Island Of Souls (06:41)
02. All This Time (04:54)
03. Mad About You (03:53)
06. Saint Agnes And The Burning Train (02:43)
07. The Wild Wild Sea (06:41)
08. The Soul Cages (05:51)
10. I Miss You Kate (03:43)
11. Come Down In Time (03:46)
12. Tempted - Live (04:43)
14. Oo La La Hugh (02:45)
15. Mad About You - Original Remix (04:33)
16. Mad About You - Remix Edit (04:07)
17. Mad About You - 12" Remix (05:43)
18. Mad About You - Italian Version (03:58)
19. Why Should I Cry For You? - Spanish Version (04:48)
21. The Soul Cages - Edit (04:26)
22. All This Time - Edit (04:00)
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