«1995 - Kruder & Dorfmeister» la recensione di Rockol

“1995”: chiedi chi erano Kruder e Dorfmeister

La coppia di dj e producer viennesi tornano sulle scene con un disco di composizioni inedite targato appunto 1995. Fortemente consigliato a chi ha amato lo stile chill out e trip-hop di quegli anni.

Recensione del 24 nov 2020 a cura di Michele Boroni

Voto 7/10

La recensione

Dopo avere spremuto a fondo gli anni '80, da un po' di tempo la retromania è passata ai '90, dalla dance un po' tamarra fino al grunge, senza dimenticare le cose più alternative e di nicchia. Come in questo caso il trip-hop e Kruder & Dorfmeister, ovvero la coppia dei dj e remixer più cool dell'epoca, che tornano sulle scene alla fine del 2020 dopo una lunghissima assenza con quello che è in pratica il loro primo disco inedito di composizioni originali. Che però è del 1995.

Le origini di “1995”

Le note che accompagnano il disco ci dicono che “1995” è emerso, presumibilmente durante le pulizie da lockdown, da una vecchia scatola di DAT che contenevano vecchie registrazioni della coppia di casa a Vienna: evidentemente al tempo avevano preferito gestire la loro carriera in modo più profittevole facendo remix ai Depeche Mode, ai Lamb o a Roni Size o a fare dj set in giro, piuttosto che proporsi come compositori e produttori di un disco loro. Così crearono solo dieci copie di prova stampate in vinile, quattro delle quali regalate agli amici. E poi, niente. Il resto è storia, per chi allora c'era e apprezzava i ritmi downtempo e l'elettronica chill-out, ovver due dischi – il lodato Dj Kicks del 1996 e la raccolta di remix The K&D Sessions (1998) – che non potevano mancare nella discoteca di chi voleva essere cool e che facevano da tappeto sonoro nei locali più hip delle grandi capitali o più semplicemente nelle feste in casa, specialmente in quelle dove girava molta cannabis.
Così hanno portato in studio le registrazioni, le hanno rimasterizzate e questo è il risultato.

Un salto all'indietro nel tempo

Il disco ci riporta esattamente a quelle atmosfere: parte bene con “Johnson” (scelto come simgolo) dal tema leggermente à la Moby mescolato con il beat di Bristol, grazie anche al campione di Robert Johnson e una linea di theremin che dona la giusta dose di seducente inquietudine. “Morning” è un bellissimo pezzo che sarebbe potuto diventare anche un manifesto del genere, con quegli archi lussureggianti, l'elegante piano elettrico, chitarrine e flauti perfetti. Il resto si mantiene sulle atmosfere del trip-hop più sobrio, con dentro un sacco di sapori funk e jazz, produzioni dub e un po' di bossa (“Don gil club”) e suoni cinematici tra il primo Morricone, Umiliani e Lalo Schifrin. 
Chi scrive ha vissuto e amato quei suoni fin dalla loro nascita e questo disco inevitabilmente gioca tutto sulla nostalgia, senza di fatto aggiungere nient'altro. Andrebbe capito se chi non ha vissuto quel periodo possa oggi apprezzare questi suoni e questi beat. 

La canzone da playlist

C'è però una traccia all'interno del disco che, se fosse uscita allora, avremmo potuto definire con l'odioso termine, tanto in voga a quel tempo, “seminale”. Si tratta di “One break” un lungo pezzo (13 minuti) che in un certo senso anticipa il dubstep di Burial, che parte in modalità meditativa con il canto degli uccelli, flauti di pan e percussioni africane, per poi stabilirsi in un midtempo con il drumming tipico di Dj Shadow per terminare in un liquido drum'n'bass.

TRACKLIST

01. Johnson (05:38)
02. Love Hope Change (04:41)
03. Swallowed The Moon (03:25)
04. Spring (03:56)
05. Dope (02:41)
06. King Size (04:57)
07. Holmes (01:34)
08. Don Gil Dub (03:33)
09. Morning (05:15)
10. White Widow (05:25)
11. In Bed With K&D (04:17)
12. Ambiente (05:43)
13. One Break (13:14)
14. Lovetalk (02:38)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.