«CONTATTO - Negramaro» la recensione di Rockol

Negramaro, un “contatto” di carne, sentimenti ed elettronica

L’album “Contatto” è il primo uscito dopo la malattia di Lele Spedicato e segna una rinascita per il gruppo. Non tutte le canzoni, però, funzionano allo stesso modo.

Recensione del 14 nov 2020 a cura di Claudio Cabona

Voto 6/10

La recensione

“Devi solo ballare”. Un richiamo alla libertà scritto da Giuliano Sangiorgi per la figlia, un ritmo incalzante e un’elettronica scalpitante fanno da involucro a una canzone manifesto di “Contatto”, l’ottavo album in studio della carriera dei Negramaro e il primo inciso dopo la malattia di Lele Spedicato, il chitarrista della band, finito in coma nel 2018 a causa di un'emorragia cerebrale e tornato dopo un periodo di riabilitazione a suonare con il gruppo. Il progetto ha l’ambizione di essere un concept sul cambiamento il cui simbolo è una farfalla, che incarna proprio l’evoluzione e il movimento che genera una trasformazione. Un animale evocato da quattro umanoidi, senza caratteristiche somatiche definite, che con le loro ombre compaiono sulla cover e la cui disposizione ricorda l’insetto.

Il suono che domina l’album

Il disco, oltre a continui richiami al futuro e al domani sul fronte testuale, con alcuni momenti retorici, ha una buona varietà musicale, ma allo stesso tempo mostra in modo netto un fil rouge che collega tutte le dodici tracce: si tratta di un utilizzo mirato dei sintetizzatori, tastiere ed elettronica che restituiscono una dimensione a cavallo fra un recupero di sonorità anni ’80 e ’90 e suoni più contemporanei. Anche qui c’è un “contatto”. “Non è vero niente”, con il feat di Madame, l’unico presente nel disco, ne è un esempio. La produzione di tutto l’album è firmata dal tastierista del gruppo Andrea Mariano che ha realizzato un sound preciso che pervade il disco.
Non tutte le canzoni, però, funzionano allo stesso modo: alcune riescono a far abbracciare sound e parole in modo convincente e concreto, altre non hanno lo stesso bilanciamento e al momento dell’ascolto non offrono la stessa sensazione di compattezza. "Mandiamo via l'inverno" e "Come se non fosse successo mai niente" rimangono "sospese" senza mai prendere una direzione precisa, puntando su soluzioni sonore non sempre chiare, mentre "La cura del tempo" è troppo piena di intrecci fra musica e parole. 

Tra le fonti di ispirazione, dichiarate dalla stessa band, ci sono Lucio Dalla ed Ennio Morricone. In “La terra di nessuno”, Dalla è citato nel testo con un riferimento alla canzone “Anna e Marco” e omaggiato con uno dei suoi tipici vocalizzi: “Incontriamoci laddove nasce quel vento e riempiamolo di Dalla ed del suo canto”. Nel brano “Dalle mie parti” troviamo le orchestrazioni arrangiate da Stefano Nanni, storico collaboratore di Luciano Pavarotti, che ha diretto per l’occasione l’Orchestra Roma Sinfonietta. Il brano si chiude con una lunga e suggestiva coda orchestrale ispirata alle atmosfere dei film di Sergio Leone. Un’altra canzone, battagliera e con diversi significati, capace di fotografare le intenzioni della band salentina, è “Noi resteremo in piedi”, al cui interno troviamo le voci campionate dei manifestanti durante le proteste del movimento Black Lives Matter. Il ritmo cresce e batte come un cuore, ma ci sono anche frammenti più lenti e dolci, in pieno stile Negramaro, come “Sceglie me”.

La canzone da ascoltare: “Contatto”

È stato il singolo di lancio del progetto ed è una delle canzoni che maggiormente racchiude lo spirito generale del disco. Si tratta di un brano pop in cui piano e tastiere, intrecciandosi con una parte più elettronica, formano l’ossatura. La voce di Sangiorgi cavalca il suono e, sul finale, rimane spogliata dall’accompagnamento musicale, puntando ancora di più su un lato emozionale, un classico del gruppo che si può ritrovare in più frangenti.

TRACKLIST

03. Non è vero niente (feat. Madame) (03:21)
04. Devi solo ballare (03:28)
07. Scegli me (03:29)
08. Contatto (03:14)
10. La cura del tempo (04:02)
12. Dalle mie parti (08:36)
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