«NUDA - Annalisa» la recensione di Rockol

Annalisa si spoglia (ma solo metaforicamente). E continua a fare la trapper, o quasi

Ora che la cantante savonese sembra aver trovato un suo posto nel panorama pop italiano, non sembra essere intenzionata a nuovi cambi di direzione. E lo racconta nelle canzoni del nuovo disco.

Recensione del 18 set 2020 a cura di Mattia Marzi

Voto 5/10

La recensione

Un passato fatto di studi jazz e vari progetti di musica alternativa, prima della partecipazione ad "Amici" che ormai quasi dieci anni fa la lanciò e la manciata di dischi pubblicati subito dopo la partecipazione al programma, dimostrando di avere tutte le carte in regola per diventare un'interprete di spessore.

Poi ad un certo punto della sua carriera Annalisa ha deciso di non voler vestire più i panni della cantante elegante e raffinata con i quali si era fatta conoscere dal grande pubblico, durante le puntate del talent condotto da Maria De Filippi (cantando Lelio Luttazzi, Buscaglione e gli standard americani mentre le altre cantavano le solite cover da prima serata su Canale 5) e subito dopo. E di mettersi a fare la trapper, o quasi. Da "Bye bye", l'album del 2018 di "Direzione la vita" (con un video da Rihanna della provincia ligure, tra ambientazioni urban, coreografie e ragazzi a torso nudo), forse spinta dall'esigenza di intercettare i nuovi gusti dei più giovani e di seguire le tendenze, la .cantante savonese è uscita fuori dalla sua comfort zone per mettersi in gioco, puntando tutto su sonorità più vicine all'urban che all'elettronica raffinata di "Non so ballare" o "Il diluvio universale". Un lavoro di riposizionamento che ha dato certo i suoi frutti - in termini di certificazioni e numeri sulle piattaforme di streaming - ma che ha lasciato sicuramente perplessi quelli che l'avevano seguita fino a quel momento.

Ora che Annalisa sembra aver trovato un suo posto nel panorama pop italiano non sembra essere intenzionata a nuovi cambi di direzione.

"Nuda" riprende il discorso lì dove lo aveva interrotto con il disco precedente e lo porta avanti. Tredici canzoni che vedono la cantante, 35 anni da poco compiuti, raccontare la sua quotidianità flirtando ora con il cantautorato capitolino che tanto ha fatto scuola negli ultimi tempi (nel singolo "Vento sulla luna c'è lo zampino di Franco126, in "Bonsai" quello di Giulia Ananìa), ora con il rap (sia quello più pop di J-Ax, al suo fianco in "Romantica", sia quello più urban di Chadia Rodriguez, stellina della nuova scena, classe '98, che duetta con lei su "Principessa" - in "N.U.D.A." ritrova invece Achille Lauro, già affiancato lo scorso febbraio a Sanremo nella serata dei duetti su "Gli uomini non cambiano"), tra cene con gli amici ("Cena di Natale"), relazioni ("Romantica", "Piove col sole", "Graffiti", "D'oro"), batterie del cellulare sempre agli sgoccioli ("Houseparty"), sigarette spente dentro le lattine e sushi ("Bonsai") e qualche self empowerment ("Nuda", "Tsunami")  - come in un disco di Francesca Michielin o di Cmqmartina: il che non sarebbe un problema, se solo non avessero una decina d'anni in meno di Annalisa - mettendosi a nudo in senso metaforico: "Spogliarsi sulla copertina sarebbe stato fin troppo scontato, è stato già fatto. Piuttosto, io ho provato a togliermi di dosso un po' di costrizioni, pose e filtri", dice lei. Che parlando con il Corriere non ha escluso di posare senza veli un giorno per Playboy: "Sul disco sarebbe stato banale, avrebbe reso cheap tutto il progetto. Per un progetto isolato non mi pongo limiti".

Nei suoni, complici le produzioni di Michele Canova, Dardust e Davide Simonetta, Annalisa continua a guardare al pop elettronico d'alta classifica, tra ritmi ballabili e ritornelli martellanti.

Da "Nuda" a "D'oro", passando per "Graffiti" e "A te cosa piace fare", senza dimenticare i singoli "Vento sulla luna" (uscito addirittura un anno fa) e "Houseparty" (pubblicato in pieno lockdown mentre l'omonima app per fare videochat di gruppo scalava le classifiche delle più scaricate - una coincidenza, però: Annalisa racconta che non c'è un accordo commerciale con l'applicazione e dice di aver scritto la canzone lo scorso autunno), di materiale buono per le radio e le playlist sulle piattaforme di streaming ce n'è parecchio. E pazienza se le canzoni si susseguono una dietro l'altra senza soluzione di continuità, come se questo disco fosse già di per sé una playlist di successi: l'obiettivo non è certo quello di convincere gli scettici che questa nuova Annalisa non è meno profonda e intensa di quella di qualche anno fa, ma semplicemente consolidare la sua nuova identità e rivendicarla nonostante tutto ("Ma quale principessa, sono fuori di testa", canta nel duetto con Chadia Rodriguez). E ai nostalgici sembra dire, tra le righe: si arrendano. .
A margine, un dettaglio su cui vale la pena soffermarsi. Dei ventidue collaboratori tra autori, produttori e ospiti, solo due sono donne. Perché? "I crediti del disco sono uno specchio della realtà: nella scena italiana ci sono tante cantanti e poche musiciste. È un retaggio culturale: le donne, qui, sono portate a fare certe attività piuttosto che altre, come scrivere, suonare o produrre", risponde Annalisa. Si può fare di più.   

TRACKLIST

01. Nuda (03:01)
02. Romantica (feat. J-Ax) (03:15)
03. Tsunami (03:45)
04. Houseparty (03:26)
05. Cena di Natale (03:31)
06. Bonsai (03:06)
07. Piove col sole (03:22)
08. Principessa (feat. Chadia Rodriguez) (02:58)
09. Graffiti (03:29)
10. D’oro (02:59)
12. Vento sulla luna (feat. Rkomi) (03:51)
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