«UNCOOL & PROUD - J-Ax» la recensione di Rockol

J-Ax è un old punk bravissimo a intrattenere più che a distruggere

Il rapper, con lo pseudonimo J-Axonville, ha pubblicato un album punk-rock in cui spara a zero contro tutti, senza dimenticare di mettere sulla graticola anche se stesso.

Recensione del 17 set 2020 a cura di Claudio Cabona

La recensione

J-Ax ha passato il lockdown a scrivere musica, a lavorare, a mettere dentro nuove canzoni tutta la sua rabbia, la sua irriverenza e un’ironia irresistibile che ha sempre fatto parte della sua personalità e del suo modo di esprimersi. Lo ha fatto sposando le sonorità più innocue del punk-rock, un genere che in qualche modo ha sempre fatto parte della sua galassia. Sbaglia chi pensa che Ax sia un alieno calato in quel mondo. Già con gli Articolo 31, in una precisa fase del duo, l’abbraccio fra il rock e il rap era un dichiarato marchio di fabbrica, che in “Uncool & proud”, questo il titolo del progetto firmato con lo pseudonimo J-Axonville, sposta la bilancia verso suoni e immaginari più punk.

Uno sfogo senza calcoli commerciali
Accompagnato dall’inseparabile Mark The Hammer, Ax realizza dieci canzoni da pogo, veloci e urticanti nel linguaggio. Uno sfogo a tutti gli effetti, senza calcoli e premeditazioni commerciali. Ha presentato il progetto, improvvisamente, sui social: “Ho realizzato un disco PunkRock. Il genere meno mainstream, meno cool e meno streammato del momento. Scritto, suonato e registrato durante questi mesi folli. È sporco, giovialmente arrabbiato, scorretto. Non potrete comprarlo o ascoltarlo in streaming. Ho deciso che manderò un link per farlo ascoltare a persone speciali che stimo e amo”, ha spiegato il rapper milanese. Il disco, con il passare dei giorni, si è diffuso e in molti, anche spinti dalla curiosità, hanno voluto ascoltare Ax nei panni di un “old punk”, come lui stesso si definisce. Le canzoni sono delle fionde puntate contro perbenisti, radical chic, lavoratori non professionali, vecchi parrucconi e tutte quelle persone che Ax definisce senza mezzi termini “gente di merda”. La parte testuale è senza dubbio divertente e priva di filtri: l’artista augura la morte a chi indossa la mascherina di Versace, spera in uno sterminio dei boomer e rivendica “non mi sono fatto di eroina, ma tua madre nel cesso dell’Aquafan”. Non c’è aggressività, ma solo un ghigno malefico che pervade tutto il progetto che, nonostante la durezza di alcune frasi, appare leggero, scorre canzone dopo canzone in modo fluido e quasi spensierato, lo stato d’animo con cui il rapper, in fin dei conti, ha lavorato su questo progetto. È intrattenimento puro, la crudezza e la rabbia viscerale del punk primordiale, non c’entrano.

L’influenza del punk californiano
Se volessimo trovare dei punti di riferimento musicali, si potrebbero citare band punk come Nofx, Rancid e Offspring, bravi nel giocare anche nel campionato pop, proprio come Ax. Non basta, però, rifarsi a certe sonorità e scrivere testi politicamente scorretti per definirsi punk: l’artista milanese, in diversi frangenti, scade in una facile retorica e musicalmente la ripetitività viene percepita, anche se ci sono pezzi dal ritornello magnetico come “I never liked me”. “Uncool & proud” è un inno alla libertà, alla musica come divertimento, e per questo merita un plauso. Ax non ha mai smesso di mettersi in gioco e questo gli andrà sempre e comunque riconosciuto. Se affrontato come una giornata al luna park e non come un album punk tout court, “Uncool & proud” può regalare i giusti sorrisi.

Il brano da ascoltare: “Old punk”
Le canzoni più interessanti sono quelle in cui Ax racconta frammenti di vita di strada, proprio come in “Old punk”, distaccandosi per un attimo dall’attacco feroce a tutto quello che non gli va giù. Punta il dito su se stesso, parla di errori, botte e sbagli. È il lato più sincero e libero del progetto.

TRACKLIST
01. Retirement plan (Vecchio, drogato e armato)
02. Killing cool people (La gente cool)
03. Death to contractors (Vi meritate la crisi)
04. Boomer genocide (L’unica soluzione)
05. Old punk (Violenza pedagogica)
06. I never liked me (Non mi piaccio più)
07. Waterpark fucking (Nel cesso all’Aquafan)
08. Narcissistic bitch (Rotture di cazzo)
09. Vasco’s fault (Colpa di Vasco)
10. Ramones is sex music (La mia tipa)

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