«NEW YORK - Lou Reed» la recensione di Rockol

I dischi fondamentali del rock: "New York" di Lou Reed

Un album al giorno attraverso le recensioni del libro "Rock: 1000 dischi fondamentali. Più 100 dischi di culto”, curato da Eddy Cilia e Federico (con Carlo Bordone e Giancarlo Turra) per Giunti. Ecco la nostra scelta odierna dalla sezione “Capolavori”

Recensione del 13 ago 2020

Voto 10/10

La recensione

Gli anni ’80 di Lou Reed erano stati, fino a un certo giorno del 1989, pura e semplice routine da ufficio. Altro che walk on the wild side: l’ormai ultraquarantenne marchese De Sade del r’n’r sembrava essersi acquietato in un tran tran fatto di dischi tutti abbastanza simili tra loro – qualcuno buono, vedi THE BLUE MASK, qualcun altro francamente imbarazzante, leggasi MISTRIAL – nei quali replicava una comoda formuletta con i soliti tre accordi, azzardando ogni tanto impacciati aggiornamenti sonori illudendosi di restare al passo con la modernità.

Poi, appunto, un bel giorno del 1989 appare nei negozi il suo ultimo disco del decennio e bang!, riecco il Lou dei bei tempi: affilato, perverso, spietatamente essenziale, capace di mettere in musica dei veri e propri “corti” cinematografici che, non se ne fosse andato un paio di anni prima, avrebbero ancora strappato un sorriso al suo vecchio mentore Andy Warhol. Sempre i soliti tre accordi, ci mancherebbe, ma questa volta funzionano alla grande.

Coadiuvato da un solido trio di musicisti – Mike Rathke alla chitarra, Rob Wasserman al basso, Fred Mahler alla batteria – Reed scioglie il peana definitivo alla sua città, con canzoni che arrivano dritte al punto e che in tre o quattro minuti dipingono un mondo intero. La Grande Mela è sfondo reale ma anche metaforico: si passa dai Dirty Blvd. di Manhattan al Vietnam evocato in "Xmas In February", dalle romanze metropolitane di "Romeo Had Juliet" al sarcasmo politico di "Good Evening Mr.Waldheim", dallo spettro dell’Aids di "Halloween Parade" alle pennellate di poesia minimalista di "Last Great American Whale".

Raramente nella discografia del Nostro l’economia sonora si è sposata altrettanto bene con la ricchezza espressiva. NEW YORK è Lou Reed colto in un momento di ispirazione folgorante: finalmente libero dal ruolo di “maledetto” interpretato in gioventù, e un attimo prima di entrare nei panni dell’artista “maturo” che ha rivestito da lì in poi, salvo rare eccezioni.

Il testo qui sopra riprodotto è tratto, per gentile concessione dell'editore e degli autori, dal volume "Rock: 1000 dischi fondamentali. Più 100 dischi di culto” , curato da Eddy Cilia e Federico Guglielmi (con Carlo Bordone e Giancarlo Turra) , edito da Giunti nel 2019.  Il libro è acquistabile qui.

TRACKLIST

01. Romeo Had Juliette (03:10)
02. Halloween Parade (03:33)
03. Dirty Blvd. (03:29)
04. Endless Cycle (04:03)
05. There Is No Time (03:46)
08. Busload of Faith (04:50)
09. Sick of You (03:25)
10. Hold On (03:24)
12. Xmas in February (02:57)
13. Strawman (05:54)
14. Dime Store Mystery (05:03)
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