«TALK IS CHEAP - Keith Richards» la recensione di Rockol

I dischi fondamentali del rock: "Talk is cheap" di Keith Richards

Un album al giorno attraverso le recensioni del libro "Rock: 1000 dischi fondamentali. Più 100 dischi di culto”, curato da Eddy Cilia e Federico Guglielmi (con Carlo Bordone e Giancarlo Turra) per Giunti. La scelta odierna dalla sezione “Consigliati".

Recensione del 22 lug 2020

La recensione

“Difficile trovare qualcosa di più primitive cool di TALK IS CHEAP”, sentenziava “Rolling Stone” nella sua recensione del primo album di Keith Richards. La citazione perfida del disco di Mick Jagger dell’anno prima allude alla differenza negli approcci dei glimmer twins: tanto pulitino e mainstream Mick, quanto genuinamente “garage”, funk, disordinato e sporco Keith.

Era il periodo in cui i due non si parlavano, l’unico in cui si è pensato che il fascicolo Stones potesse chiudersi davvero, e forse questo lavoro imperfetto (a tratti si ha l’impressione di una serie di riff in cerca di una canzone) ma vitale e appassionato è servito come valvola di sfogo per il chitarrista, che ha sempre e solo avuto le Pietre nel cuore. Tanto che nei successivi trent’anni pubblicherà soltanto altri due album a suo nome.

Il testo qui sopra riprodotto è tratto, per gentile concessione dell'editore e degli autori, dal volume "Rock: 1000 dischi fondamentali. Più 100 dischi di culto” , curato da Eddy Cilia e Federico Guglielmi (con Carlo Bordone e Giancarlo Turra) , edito da Giunti nel 2019.  Il libro è acquistabile qui.

TRACKLIST

01. Big Enough (03:18)
02. Take It So Hard (03:18)
03. Struggle (04:12)
05. Make No Mistake (04:54)
06. You Don't Move Me (04:51)
07. How I Wish (03:34)
08. Rockawhile (04:41)
09. Whip It Up (04:04)
10. Locked Away (05:51)
11. It Means a Lot (05:24)
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