«2019 - Lucy Dacus» la recensione di Rockol

Lucy Dacus, da Capodanno a Natale, tutte le feste di "2019"

Un anno di vita scandito dalle ricorrenze che contano, tra Wham!, il compleanno del Boss e la festa della mamma

Recensione del 18 dic 2019 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Per quanti si stanno impegnando con dedizione al “Whamaggedon”, il nuovo lavoro di Lucy Dacus potrebbe riservare delle strane sorprese. La cantautrice americana ha infatti celebrato negli ultimi dodici mesi tutte quelle ricorrenze che sentiva per sé davvero significative, dal Natale al Giorno dell’Indipendenza, passando per altre un po’ più profane come il compleanno di Bruce Springsteen, attraverso una serie di brani pubblicati in rete nel corso dell’anno, raccolti infine in un disco intitolato, appunto, “2019”.

Un pezzo di vita raccontato in sette canzoni, tra inediti e cover, che la giovane artista ha proposto, evento dopo evento, con lo stesso spirito graffiante e intimista con cui ha voluto presentarsi al pubblico nei suoi due album all’attivo, “No Burden” e “Historian”, rispettivamente del 2016 e del 2018. Originaria di Richmond, Virginia, Lucy si è fatta conoscere prima in America e poi in Europa per uno stile passionale, abile nel tracciare con un’accortezza piuttosto rara la complessa gamma emotiva delle sue storie, spesso poco propense a grandi slanci, ma capaci di creare un incontro-scontro tra dolcezza e spigolosità, fuori dagli stereotipi del genere. Una carriera, quella della Dacus, che ha messo insieme un animo ribelle e una creatività in grado di zigzagare tra folk, rock e pop, con tanto di costituzione del progetto parallelo “Boygenius”, super trio di guitar girl d'eccezione che la vede in organico insieme ad altre due nuove leve del cantautorato a stelle e strisce, ovvero l’umorale Julien Baker e il talentuoso prezzemolo Phoebe Bridgers.

Impegnata in tour sia in solitaria che in gruppo, Lucy ha quindi iniziato a realizzare i suoi nuovi singoli con variabile frequenza, specializzandosi nel ricordare le varie scadenze che le ha presentato il calendario. In questo modo, la cantante e chitarrista ha detto la sua sul Capodanno, su Halloween e anche sulla festa della mamma, lasciando trasparire con forza la necessità di condividere piccoli e grandi sentimenti. Così una solitaria “Fool’s gold”, dedicata al primo giorno dell’anno vede la protagonista conservare per sé una bottiglia di champagne in attesa di tempi migliori, che sembrano però farsi ancora attendere e, a seguire, per gli innamorati di San Valentino, il classico di Edith Piaf “La vie en rose”, trasfigurato in elettro pop, dove un francese non proprio sicuro si incastra con l’inglese, in una combinazione a tratti irrispettosa ma tutt’altro che ordinaria. Altrove, c’è la complessa situazione degli Stati Uniti al centro delle dissonanze di “Forever half mast” (“you're evil, but you're not that bad”, si confida nel primo verso), mentre il dolore e la perdita affiorano con disincantata accettazione nell’ode dedicata alla madre, “My mother & I”, in cui l’autrice elabora con delicatezza il suo lutto, in un giorno per lei inesorabilmente tragico.

Ancora, cambiando registro, un appuntamento assolutamente laico, ma più che sacro per i tantissimi adepti al culto, è quello di una melodica “Dancing in the dark” realizzata per i primi settant'anni del Boss che, a suo modo, lascia intatta la famosa scintilla della speranza cantata da Springsteen. Infine, c’è spazio per una oscura e notturna “In the air tonight” - ma con lo stesso pattern di batteria dell’originale - e la consumata hit natalizia degli Wham! accelerata in un garage rock da “buona la prima” per comunicare l’avversione della musicista al mondo zuccheroso del Natale.

Niente a che vedere quindi con un tradizionale album-strenna, nonostante un dichiarato intento celebrativo, quanto piuttosto una frammentata storia di memorie sparse. Sbrogliando così tra passato e presente i grovigli del suo vissuto, Lucy Dacus nell’anno rappresentato da “2019”, compone un personale almanacco di eventi da ricordare, fitto di timbriche vellutate in equilibrio tra tocchi di elettronica e aperture avvolgenti. Nel farlo, emerge tutto il calore, la serenità e pure quella strana tensione che si nasconde dietro ogni giorno di festa.

TRACKLIST

01. Fool's Gold (03:18)
02. La Vie En Rose (02:50)
03. My Mother & I (04:39)
04. Forever Half Mast (04:02)
06. In The Air Tonight (05:28)
07. Last Christmas (02:41)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.