«CONVERSATION PIECE - David Bowie» la recensione di Rockol

Quando Bowie si scoprì Bowie: l'ennesimo ritorno di 'Conversation Piece'

Altri dodici inediti per risalire - ancora una volta - alle origini di una delle carriera più folgoranti della storia del rock

Recensione del 18 nov 2019 a cura di Redazione

La recensione

Benché "Space Oddity" ormai sia giunto alla quinta ristampa - la prima, datata 1990, conteneva come bonus track "Conversation Piece" e la  bipartita "Memory of a Free Festival", la seconda (del 1999) una versione rimasterizzata dell'album, la terza (nel 2009) demo inediti e rarità assortite, e la quarta (nel 2015, anche come parte del cofanetto "Five Years 1969–1973") una nuova rimasterizzazione - vale sempre la pena approfondire quel fortunato biennio durante il quale David Bowie mise definitivamente a punto quello che sarebbe stato l'inizio del suo mito, concretizzatosi nel 1969 nella sua seconda, eponima prova sulla lunga distanza: al di là della lussuosa confezione - e, soprattutto, del booklet inedito da 120 pagine con contributi di, tra gli altri, George Underwood, Tony Visconti, Vernon Dewhurst, Dana Gillespie e John "Hutch" Hutchinson - il box set "Conversation Piece" aggiunge alla discografia dell'allora ventiduenne futuro Thin White Duke le demo e le versioni di lavorazione inedite di "April’s Tooth Of Gold", "When I’m Five", "Animal Farm", "Jerusalem", "Hole In The Ground", "Letter To Hermione", "Janine" e "An Occasional Dream", oltre che a due versioni ma ascoltate prima di "Space Oddity" (una come demo, l'altra registrata presso i Morgan Studios, entrambe con la collaborazione di Hutchinson e della title track.

Oltre alle "gemme nascoste" - come le ha chiamate Tony Visconti nella presentazione del lavoro - scovate negli archivi "Conversation Piece" include anche un nuovo mix dell'album "Space Oddity" e uno speciale mix della title track in 360 Reality Audio, nuovo formato messo a punto dai tecnici della Sony al momento disponibile solo sulle piattaforme streaming Amazon HD - solo effettuando l'ascolto con Amazon Echo Studio - oltre che Deezer e TIDAL, previo, con queste ultime due, l'utilizzo delle cuffie.

Fatta la tara del materiale già edito, "Conversation Piece" non rappresenta certo una miniera irrinunciabile di novità in grado di ribaltare radicalmente la visione di uno dei periodi creativamente più importanti nella carriera di Bowie, ma si pone certamente come ottima mappa per orientarsi tra le fondamenta della leggenda, soprattutto per chi un viaggio del genere non l'abbia mai intrapreso. Gli altri si consolino con il booklet, e si preparino a (ri)mettere mano al portafoglio in occasione dei cinquantesimi anniversari delle pubblicazioni di "The Man Who Sold the World", "Hunky Dory", "The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars" e "Aladdin Sane", in arrivo rispettivamente nel 2020, 2021, 2022 e 2023.

TRACKLIST

#1
02. The Reverend Raymond Brown (Attends the Garden Fête on Thatchwick Green) - Home Demo (02:17)
04. Mother Grey - Home Demo (03:00)
06. Goodbye 3d (Threepenny) Joe - Home Demo (03:19)
07. Love All Around - Home Demo (02:49)
11. Animal Farm - Home Demo (02:22)
13. Space Oddity - Home Demo Version 1 (04:02)
14. Space Oddity - Home Demo Version 2 (05:01)
16. Lover To The Dawn - Home Demo (03:51)
18. An Occasional Dream - Home Demo; 2019 Remaster (02:50)
20. Life Is A Circus - Home Demo (04:50)
22. Jerusalem - Home Demo (04:20)

#2

#3
03. In the Heat Of The Morning (John Peel - Top Gear) - Recorded 13.5.68 (03:01)
12. Janine - Mono Version; 2015 Remaster (03:22)
13. Conversation Piece - Mono Version; 2015 Remaster (03:07)

#4
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