«IMMENSITà - Andrea Laszlo De Simone» la recensione di Rockol

“Immensità”: la suite di Andrea Laszlo De Simone è “una scelta di cuore”

Il musicista torinese - a due anni di distanza dall’album d’esordio, “Uomo donna” - presenta un nuovo lavoro discografico che, frutto di una ricerca musicale e di sperimentazione, conferma la bellezza della sua musica.

Recensione del 18 nov 2019 a cura di Elena Palmieri

La recensione

Con l’album di debutto “Uomo donna” il musicista torinese si è affermato come un artista da tenere d’occhio e, a due anni di distanza, Andrea Laszlo De Simone presenta un nuovo lavoro discografico, dal titolo “Immensità”, che conferma la bellezza della sua musica. Il disco è suddiviso in quattro capitoli - di fatto le canzoni del disco, introdotte rispettivamente da un preludio e da un primo, un secondo e un terzo interludio - e si completa con una conclusione.
L’album, concepito come una suite da ascoltare senza interruzioni, è fruibile come traccia unica di venticinque minuti e sedici secondi, sia su vinile che in digitale; è, però, disponibile anche la versione digitale del disco diviso per brani.

Il nuovo lavoro del musicista torinese si apre con “Il sogno”, un preludio strumentale in cui prevale il suono del flicorno finché un coro angelico introduce l’ascoltatore alla prima canzone del disco. Andrea Laszlo De Simone canta “Immensità” con la voce di chi è in preda al torpore e sta prendendo coscienza che, citando il testo della title track del disco, “Tutta la realtà / è immensità / Come il sogno / poi si dissolverà”.
L’interludio primo è “La realtà”, seguito dal brano “La nostra fine” in cui il suono di archi e percussioni incalza e sveglia il sognatore, che deve affrontare la fine di una relazione e la vita che “sceglie per noi”.
Nelle canzoni si colgono citazioni ai maestri del cantautorato italiano, in particolar modo a Lucio Battisti - già evidenti nel disco “Uomo donna” - ma Andrea Laszlo De Simone guarda a loro con rispetto, senza presunzione e senza imitarli, con l’eleganza di chi guarda al passato, consapevole del presente, per sperimentare un proprio mondo di suoni.

Nell’interludio secondo, “Lo spazio”, la musica - in cui non mancano riferimenti ai Radiohead - si traduce in una folata di vento che lascia poi spazio all’arpeggio di chitarra e ai violini del brano “Mistero” in cui, nel ritmo che incalza, suoni elettronici si confondono a strumenti classici.
Il ripetersi della parola “mistero” sul finire del pezzo, che dà l’idea di voler essere una domanda più che riferirsi a un’entità, si perde nella melodia di pianoforte e flauto per introdurre l’interludio terzo, “Il tempo”.
Il rumore della pioggia apre l’ultima parte e la canzone “Conchiglie” è introdotta dall’arpeggio di una chitarra; con dolcezza, Andrea Laszlo De Simone accompagna l’ascoltatore, e se stesso, a prendere coscienza di quanto è stato sogno e di quanto è stato realtà, e canta “Ti sei un po' spaventato / proprio come pensavo / vedrai non serve a niente rintanarti in te stesso / siamo solo conchiglie sparse sulla sabbia / niente potrà tornare a quando il mare era calmo.”

Al finire dell’ultima canzone, sul rumore della pioggia, si insinua in modo inaspettato la sinfonia della conclusione: una musica che avanza con prepotenza, che di sfuggita ricorda la coda del “Boléro” composto da Maurice Ravel - tra percussioni, tromboni e un accordo dissonante - e che poi, scemando, chiude il disco “Immensità”.

La suite di Andrea Laszlo De Simone è, prendendo spunto da un verso della canzone “Immensità”, una “scelta di cuore”; è un disco fatto con onestà in cui si riconosce un lavoro condotto con meticolosità e una ricerca musicale che spazia dalla musica classica al cantautorato, fino alla sperimentazione. L’album “Immensità” si discosta da un prodotto a cui si è abituati, il suo scopo è di portare l’ascoltatore a immergersi in un mondo di suoni, e non di offrire una sequenza di canzoni.

Prossimamente verrà pubblicato un “mediometraggio musicale” eponimo del nuovo lavoro discografico del musicista torinese che - dal prossimo 17 novembre durante i concerti previsti a Roma, Torino, Padova e Milano - presenterà “Immensità” dal vivo con il suo gruppo (Daniele C, Damir Zagabria Nefat, Zevi Bordovach, Filippo Cornaglia e Anthony Sasso) e tre nuovi elementi (Giulia Pecora al violino, Clarissa Marino al violoncello e Stefano Piri Colosimo alla tromba e al flicorno).

TRACKLIST

01. Preludio: Il sogno
02. Capitolo I: Immensità
03. Interludio primo: La realtà
04. Capitolo II: La nostra fine
05. Interludio secondo: Lo spazio
06. Capitolo III: Mistero
07. Interludio terzo: Il tempo
08. Capitolo IV: Conchiglie
09. Conclusione
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