«JESUS IS KING - Kanye West» la recensione di Rockol

Jesus is king è solo l'ennesimo disco (minore) di Kanye West

Il tanto atteso disco della conversione di Kanye West non convince appieno. Produzione interessante in termini di suoni, alcuni pezzi molto buoni, ma non così ispirato come ci si aspettava. E' solo una fase.

Recensione del 29 ott 2019 a cura di Michele Boroni

La recensione

Non è affatto semplice recensire un disco di Kanye West, perché è pressoché impossibile poter valutare solo il disco di Kanye West. 
Da un certo punto di vista non ha così torto quando dichiara di essere «incontestabilmente e indubbiamente l'artista più grande di tutti i tempi». Di sicuro è il più artista di tutti, dal momento che ogni sua piccola azione, dichiarazione, progetto, cartamodello, nome di prole, farmaco che assume, libro che legge fa parte di una sorta di grande opera totale dove lui è autore e protagonista, vittima e carnefice, burattinaio e burattino, Dio e peccatore. Il povero Kanye vive pericolosamente di questa arte estrema e pervasiva, tanto che più di una volta ha rischiato di rimanerci sotto.

Quindi non è possibile definire “Jesus is King” come il disco della conversione, senza aver ascoltato le decine e decine di riferimenti a Dio e alla religione presenti in tutta la discografia del rapper dall'esordio di “Jesus Walks” nel 2004 alla spiritualità contenuta in “808 & heartbreak” (2008) dalla mitomania irriverente di Yeezus a tutta la prima parte del più recente The Life of Pablo. E' anche difficile parlare di questo disco senza prima essersi sorbito la lunga intervista rilasciata da West a Zane Lowe per Beats1, tra spunti interessanti e veri e propri deliri. Probabilmente potremmo evitare di scrivere questa recensione, dal momento che non abbiamo visto invece il mini-doc “Jesus is King” trasmesso in poche sale IMAX negli States e in poche altre nazioni, dedicato a Roden Crater, un'installazione monumentale di land art nel deserto dell’Arizona dell'artista James Turrell, per cui Kanye ha donato dieci milioni di dollari al fine di contribuire alla realizzazione iniziata negli anni ‘70. Però ci proviamo lo stesso. 

“Jesus is king” non è un disco gospel. E forse non è nemmeno un vero e proprio disco di Christian hip-hop. Questo è semplicemente un altro lavoro di Kanye West, un ennesimo disco (il nono da solista) diverso da tutto ciò che ha fatto in passato, come del resto lo sono stati gli altri otto. Certo, in questo caso c'è un tema - Dio, la Religione, il Vangelo – che ricorre più spesso rispetto al passato e, per la prima volta, un disco di Kanye West non ha la targhetta Explicit Lyrics.  
E' un disco breve questo “Jesus is king” - 11 brani per 27 minuti - ma a differenza del materiale grezzo e dichiaratamente bipolare del precedente Ye, in questo c'è comunque un'idea di suono ben definito; del resto alla produzione, oltre allo stesso, West c'è gente del calibro di Timbaland, Angel Lopez e Benny Blanco, che hanno contribuito con un pesante lavoro sulle voci, anche quelli del coro, molto compresse, stretchate e con uno strano uso dei reverberi, al punto che ai primi ascolti può sembrare anche registrata male. 
Ma veniamo alle singole canzoni, perché ce ne sono alcune davvero notevoli, con quelle idee e soluzioni che solo Kanye West riesce ancora ad avere e a portare avanti: “Follow God” sembra uscito “da “The Life of Pablo” infatti prende il sample dalla canzone gospel usata in “Father Stretch My Hands, Pt. 1” mentre “On God” è un gran pezzo con questi synth spaziali. “Everything We need” mette insieme l'atmosfera gospel-soul che si respirava nei Sunday Service insieme al rap di Ty Dolla $ign, mentre “Selah” riprende il mood di “Yeezus” e lo lega a questa fase gospel. 

Il resto non è sempre all'altezza: non è nemmeno un problema di credibilità (l'arte deve per forza essere credibile?), ma alcune canzoni non hanno proprio mordente (“Water”) a volte sono al limite del ridicolo (“Close on Sunday”) in cui paragona Dio e la Chiesa con la conservatrice catena di fastfood Chick-Fil-A che ha deciso di chiudere la domenica. 
Dicevamo che questo in fondo è più un disco di Kanye West che un semplice  disco di christian rap, anche per il clima che si respira: non c'è pace e serenità nei toni di West anche quando pronuncia parole di redenzione e purificazione, e perfino il sax di Kenny G - già c'è anche Kenny G - solitamente zuccheroso al limite del diabetico, in questo contesto (“Use this gospel”) tra un rap di Pusha T e del fratello convertito No Malice, suona sinistro e ambiguo.

Kanye West non è il primo e non sarà l'ultimo cantante che attraversa una fase di conversione - la storia della musica ne è piena da Bob Dylan a Little Richard - ma si tratta appunto di una fase, che vissuta dall'ego straripante di Kanye West al tempo dei social, assume una dimensione assoluta e gigantesca. Ma si tratta solo di una fase. Quindi non crediamolo quando sostiene che non inciderà più canzoni secolari. Bluffa anche con sé stesso. Del resto, Kanye è il più grande artisti di tutti i tempi e quindi, parafrasando Pessoa, è anche un clamoroso fingitore. 

 

TRACKLIST

01. Every Hour (01:52)
02. Selah (02:44)
03. Follow God (01:44)
04. Closed On Sunday (02:31)
05. On God (02:16)
06. Everything We Need (01:56)
07. Water (02:48)
08. God Is (03:23)
09. Hands On (03:23)
10. Use This Gospel (03:33)
11. Jesus Is Lord (00:49)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.