YE

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Voto Rockol: 3.5 / 5
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di Michele Boroni

Cosa dobbiamo aspettarci da un nuovo disco di Kanye West? Un ulteriore endorsement a Donald Trump? Una serie di surreali “poopity scoop” come nell'assaggio “Lift Yourself” uscito qualche settimana fa? Una produzione solida e muscolosa come quella che ha riservato per Pusha T e il suo “Daytona”? Revisionismi storici a caso?

In “Ye”, ottavo disco del rapper-producer di Chicago, non vi è niente di tutto questo, o meglio, c'è tutta la complessità di un artista multiforme, disturbato e, seppur nella sua brevità (7 brani per 23 minuti), anche la summa del suo approccio stilistico mostrato di quindici anni di carriera e, soprattutto, un viaggio terapeutico dentro il suo stato d'animo.  
Ma andiamo per gradi. 
Kanye West non sta bene: questo è il primo pensiero che ti entra in testa durante le prime tre tracce e non ti esce più durante tutto l'ascolto. Del resto è lui stesso che sbatte il suo disturbo mentale sulla copertina di  “Ye”: “Odio essere bipolare. E' fantastico” con un lettering da disco di Courtney Barnett sopra una foto scattata da lui stesso dal telefono - sembra poche ore prima della presentazione del disco in un ranch del Wyoming - e che fa accrescere ancora di più la sensazione di entrare dentro il suo account privato e mai pubblicato prima di Instagram. 

"And I think about killin' myself / and I love myself way more than I love you / And I thought about killing myself today / So best know I thought about killing you" recita nel primo brano “I Thought About Killing You”,  più parlato che rappato, dove le sue dark fantasy, forse dedicate alla moglie, diventano oggi really, really, really bad things. Ancora morte, autolesionismo, odio, abuso di droghe, delusioni personali sono il tema di “Yikes” in cui contrappone la situazione mondiale con quella del suo bipolarismo, mettendo insieme Corea del Nord e le accuse sessuali a Russell Simmons della Def Jam. “All mine” è un'altra traccia delirante, questa volta in compagnia di Ty Dolla $ign & Valee su una serie di perversioni sessuali che in tempi di  #MeToo fanno particolarmente effetto. In queste prime tre tracce malate i beat e i sample sembrano uscire dalla produzione del precedente “The Life of Pablo” anche se “All mine”, particolarmente dura e sporca, ricorda il mood di “Yeezus” del 2014. 


Ma dopo “Would not leave”, una sorta di proseguimento di “Bound 2” dove Kanye dichiara il suo amore per la moglie Kim che ha resistito al suo fianco in questi anni difficili, il clima cambia: Kanye West sembra uscire dalla sua claustrofobia emotiva e così gli amanti di West ritroveranno il rapper ispirato che mette insieme intuizioni di beat, aperture melodiche e sample soul che stendono. 

Quest'ultimo è il Kanye West che ci piace e che speriamo di vedere anche nei lavori della sua G.O.O.D. previsti nelle prossime settimane (disco del protetto Kid Cudi, il ritorno di Nas e Teyana Taylor, dove West figura da produttore). “No Mistakes” ricorda i tempi di “Late registration” con uno Slick Rick d'annata (“Hey Young World") e Charlie Wilson che rappresenta ormai la sua anima soul. “Ghost town” è forse la traccia più ambiziosa di “Ye”, un collage incredibilmente denso e ipnotico, con la chitarra psych rock di Mike Dean (co-produttore), Kid Cudi che reinterpreta il classico "Take Me for a Little While" di Evie Sands e la cantante gospel Shirley Ann Lee insieme ai PARTYNEXTDOOR che fanno da contrappunto.

Chiude “Violent Crimes”, una cupa ballata pianistica sulla intrinseca e ineluttabile natura violenza degli umani cantata da 070 Shake (nome da ricordare), dedicata alle figlie North e Chicago, con testi un po' banali e scontati, ma che lasciano trasparire un'umanità e una dolcezza in West che sembravano sparite per sempre. Questi ultimi tre brani danno un barlume di speranza per la vita e la carriera di West. 

Insomma, questo “Ye” è la narrazione completa di un periodo complicato per West - che ha compreso anche il ricovero psichiatrico - in parte grido di aiuto, in parte redenzione e riconciliazione con la famiglia e con il suo peggior nemico, ovvero sé stesso.  

TRACKLIST

01. I Thought About Killing You - (04:34)
02. Yikes - (03:08)
03. All Mine - (02:25)
04. Wouldn't Leave - (03:25)
05. No Mistakes - (02:03)
06. Ghost Town - (04:31)
07. Violent Crimes - (03:35)