«PAZZA DI TE - Mariella Nava» la recensione di Rockol

Mariella Nava - PAZZA DI TE - la recensione

Recensione del 13 apr 2000

La recensione

Ahi, ahi, c'era da aspettarselo. Una cantautrice - seppure garbata e acuta come Mariella Nava - molto difficilmente è in grado di fare un disco bello ogni anno. E siccome nel 1999 è uscito "Così è la vita", album tutto interessante, tutto gradevole, nel 2000 "Pazza di te" non poteva che avere un aspetto e una forma diversi. Mariella è molto brava, e sa cantare: non lo si può negare. Certo, gli estremisti del rock duro con i dischi della Nava non possono far altro che tappezzare i muri (nel migliore dei casi). Ma gli altri, quelli che ascoltano un po' di tutto, superato qualche naturale pregiudizio ("E' la solita lagna", "E' triste"), avevano dovuto riconoscere in "Così è la vita" un'ottima prova. Tralasciando la canzone che intitola l'album, in quel disco c'erano almeno cinque o sei pezzi molto belli; in "Pazza di te" forse se ne salvano un paio. Di cui uno, tenetevi forte, è il sanremese "Futuro come te". Sì, avete sentito bene: quello in duetto con Minghi.
Non possiamo, anche se farlo ci piacerebbe molto, stemperare questa affermazione in alcun modo: non c'è niente da fare, è proprio così. Mariella ha tante idee, e alcune di esse spuntano qua e là nel disco. Ma non fanno, messe assieme, una buona canzone. Si distacca dalle altre "Schiava", in cui la Nava si affranca dai suoi soliti vocalizzi e si produce in una sorta di rap (non fraintendete! Niente a che vedere con Busta Rhymes) a tratti molto gradevole.
A onor del vero, i testi non deludono. La Nava sa scrivere, e da questo punto di vista "Pazza di te" non delude. Ma, si sa, le parole da sole non bastano... bisognerebbe che Mariella trovasse il coraggio di esplorare davvero le sue possibilità, di avventurarsi in terreni più pericolosi magari, ma a distanza di sicurezza da quelli di questo disco. In cui lei non fa altro che calarsi nei panni della signora elegante a cui hanno messo in mano un microfono, e restarci. L'anno scorso era riuscita a trasformare l'invocazione di un morente ("Piano inclinato") in una canzone irresistibile oltre che sinceramente commovente. Quest'anno si è seduta in poltrona, ha reclinato il capo all'indietro, sgranato gli occhi e cominciato a gorgheggiare. La preferiamo come prima, e siamo certi che può tornare ad esserlo.
Track-list:
"Pazza di te"
"Quanto mi dispiace"
"Rosso ciliegia"
"Il nostro profilo"
"Benedetto l'amore"
"Les jeux sont faits"
"Schiava"
"Ecco la sera"
"Futuro come te"
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