POSSIBILI SCENARI (PER PIANOFORTE E VOCE)

Virgin (Vinile)

Voto Rockol: 4.0 / 5
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di Redazione Vinyl

Il rubato è una tecnica pianistica popolarissima: consiste nel rallentare e accelerare il passo in modo espressivo, così da creare un respiro nell’esecuzione, senza perdere il tempo ma anzi appropriandosene in pieno. Il Romanticismo ne fece uso e abuso, mentre il pop, con quella sua gabbia ritmica indistruttibile, di norma non si concede al suo fascino. Un trucco per utilizzarlo è andare unplugged. Cesare Cremonini l’ha fatto di recente, riprendendo il suo ultimo album "Possibili scenari" e risuonandolo da capo per pianoforte e voce.

L’idea di spogliarsi degli orpelli non è una novità assoluta. Se di recente St. Vincent ha “asciugato” "Masseduction" con "MassEducation", l’eredità pesante è quella di MTV Unplugged. Gli anni ’90 sono stati l’epoca d’oro di questa formula, spesso interpretata pigramente da chi si limitava ad abbassare il volume. Possibili scenari per pianoforte e voce fa parte di un’altra categoria, perché Cesare Cremonini non ha solo messo a tacere gli altri strumenti: ha riscritto gli arrangiamenti da capo. Le produzioni barocche alla Brian Wilson del 2017 si fanno da parte, e nuove idee e frasi arrivano, tanto più interessanti quanto più il pianoforte era presente nella ricetta di partenza. Questo non vuol dire stravolgere, piuttosto – dice Cremonini – «svelare, a uno a uno, i segreti nascosti nelle mie canzoni». L’esempio migliore è "Kashmir-Kashmir": invece di inciampare allegramente con quell’acciaccatura honky-tonk, il pianoforte ora saltella con uno staccato jazz tra mano destra e sinistra, dando nuova forma alla gioiosa follia dell’originale. "Poetica" non è meno romantica di come la conoscevamo, anzi, il suo rubato ora toglie il respiro. La stessa tecnica è usata in "Un uomo nuovo", sulla quale Cremonini sfoggia un arpeggio calante che sa di minimalismo giapponese alla Joe Hisaishi. A volte, la rilettura inventa o intensifica un significato: la title track precipitosa si trasforma in elegia notturna disillusa; l’emozione di "Al tuo matrimonio", con divertente allusione alla marcia nuziale di Mendelssohn in bella evidenza e una fugace "It Ain’t Me Babe" in coda, è ancora più inebriata e disperata.

Ma l’effetto è soprattutto quello di dare all’ascoltatore un’occasione per concentrarsi, riconquistare il tempo dell’ascolto così come Cremonini riconquista il tempo della canzone sui tasti: lo dimostrano due delle rivisitazioni più riuscite, "Nessuno vuole essere Robin" e "Silent Hill", che accentuano i passaggi, logici o armonici, con il gesto gentile non di chi sta spiegando, ma di chi dimostra nella pratica cosa si annida nella musica.

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Lato A
 Possibili Scenari    
 Kashmir-Kashmir    
Poetica    
Un Uomo Nuovo 
 Nessuno Vuole Essere Robin    

Lato B
Silent Hill    
Il Cielo Era Sereno    
La Isla    
Al Tuo Matrimonio    
La Macchina Del Tempo