Recensioni / 02 feb 2019

Massimo Volume - IL NUOTATORE - la recensione

Storie per stare a galla ne "Il nuotatore" dei Massimo Volume

"Il Nuotatore" dei Massimo Volume: cronache di quotidiani dissesti in tempi di acque agitate

Voto Rockol: 4.0 / 5
Recensione di Marco Di Milia
IL NUOTATORE
42 Records (CD)

Si annaspa quando non si tocca più e le certezze di sempre vengono a mancare sotto i nostri piedi. Quello è il momento in cui l’istinto suggerisce di iniziare a nuotare, anche senza alcuna grazia, purché la spinta sia sempre verso l’alto per continuare a stare a galla. Una prospettiva di sopravvivenza che “Il Nuotatore”, ultimo album dei Massimo Volume, offre con spietata fermezza, rispondente alla visione di una realtà sempre in balia degli eventi.

Sei anni dopo l’uscita di “Aspettando i Barbari”, Emidio Clementi ha rivolto la sua attenzione a una fosca quotidianità in cui si sviluppano le storie crude e violente di personaggi, reali e immaginari che siano, immersi fino al collo in un’esistenza determinata a mostrare il suo lato più oscuro. Si rivela così un’atmosfera a tratti claustrofobica, fatta di voci profonde e ritmiche pulsanti che non lasciano spazio alla distensione per dare corpo a cronache di umane cadute verso il fondo di un mare costantemente mosso.

I temi de “Il Nuotatore”, proprio come il suo titolo mutuato da un’opera dello scrittore statunitense John Cheever, ruotano attorno ai diversi contrasti della società borghese di oggi, tra la sicurezza superficiale delle apparenze e una natura malvagia sempre pronta a prendere il sopravvento. Se in apertura la scena di “Una voce a Orlando” con i suoi lancinanti “scusami amore” ripetuti a oltranza mette in luce una personalità molto distante dal coraggio del poliziotto-eroe che nell’attentato al Pulse Club in Florida ha cercato di proteggere i clienti con il proprio corpo, il lavoro dei Massimo Volume offre uno sguardo spietato sulle moderne forme di solitudine condivisa.

Uno scenario urbano di grigia inquietudine, riassunto a chiare lettere nell’incipit corrosivo della title track (“Era una di quelle domeniche di mezza estate in cui tutti se ne stanno seduti e continuano a ripetere: Ho bevuto troppo ieri sera”), trasmesso senza soluzione di continuità dall'affilata tensione delle nove tracce che compongono il disco. Con la solita attenzione ai dettagli, si svela la drammatica sequenza di eventi descritta in “La ditta di acqua minerale”, nel ricordo familiare della caduta dello zio travolto dai debiti di gioco, costretto per necessità a diventare impiegato nella stessa azienda di cui prima era socio, così come nelle memorie di “Mia madre” le vicende di un bambino invitato ad avere la massima cura delle proprie mutande per essere sempre perfetto in ogni circostanza - anche in quella disgraziata di un eventuale incidente - si incrociano con la sciagurata impresa del generale spagnolo José Sanjurio, perito per aver caricato fino all'eccesso dei propri trofei l’aereo che lo avrebbe riportato in patria per assumere la carica di Capo dello Stato.

La forza delle parole diventa in questo modo uno straordinario tsunami in grado di travolgere ogni circostanza, con quella capacità unica di Clementi e dei suoi Massimo Volume nell’esaminare con certosina premura il malessere sfuggente del nostro tempo. Una realtà tetra e inafferrabile che, per contrappasso, ne “L’ultima notte del mondo” rischia di riempirsi fin troppo di luce, terrorizzando i fantasmi di Chopin, Bela Lugosi e Novalis, naturalmente legati alla propria oscurità, al punto da far loro temere un prossimo futuro di pace e benevolenza. Ricorrendo a uno stile nervoso e diretto che alla essenzialità di chitarra, basso e batteria aggiunge la sola forza narrativa della declamazione, il trio - dopo la defezione di Stefano Pilia, ora negli Afterhours - composto da Emidio Clementi, Egle Sommacal e Vittoria Burattini, tra fantastiche passeggiate notturne in compagnia di Nietzsche e invocazioni alla riflessione (“Fred” e “Amica prudenza”), agita le acque di questo immenso vuoto esistenziale, insieme grottesco e avvolgente. “Il Nuotatore” non può che continuare a sguazzarci.

TRACKLIST

01. Una voce a orlando - (04:04)
02. La ditta dell'acqua minerale - (03:21)
03. Amica prudenza - (04:03)
04. Il nuotatore - (03:37)
05. Nostra signora del caso - (04:26)
06. L'ultima notte del mondo - (03:20)
07. Fred - (05:13)
08. Mia madre e la morte del gen. José Sanjurjo - (03:32)
09. Vedremo domani - (04:30)